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Premio Made in Italy


Premio Made in Italy
11/07/2010, 18:07

Il Premio Made in Italy ha incontrato, per chiudere una settimana di convegni, i sindacati. L’incontro dal tema “I sindacati per il Made in Italy. Prospettive per una comune politica di formazione continua per il lavoro. Il valore della rete sindacale”, ha visto, ieri sera, la presenza del Segretario Generale, Giovanni Centrella, operaio metalmeccanico del gruppo FIAT a Pratola Serra, nominato dal Consiglio Nazionale, su indicazione della uscente Renata Polverini, il 29 Maggio 2010.
Si è parlato del valore dei sindacati, della tutela dei lavoratori, di federalismo, di crisi. Temi ricorrenti in questi giorni a Sant’Agata dei Goti. Temi attuali di problemi che purtroppo investono l’Italia ormai da qualche anno.
“Il Sindacato dovrebbe avere un grosso valore – ha spigato Centrella – Il sindacato dovrebbe occuparsi dei posti di lavoro, della loro tutela e non di certo di fare politica. Non dovrebbe avere colore”. Inevitabile parlare di Pomigliano: “Il caso di questo stabilimento Fiat a Napoli si è trasformato in una querelle non solo sindacale ma politica. Non è possibile. Il sindacato dovrebbe solo farsi sentire di più, dovrebbe far sentire di più la voce per lavoratori, disoccupati”.
Per Centrella il Sud ce la può fare, può diventare locomotiva del Mediterraneo solo riuscendo ad uscire da quell’assistenzialismo che l’accompagna da anni. Restringendo il cerchio, parlando di province campane e del Sannio, Centrella ha spiegato che queste zone sono ricche di bellezze tali da riuscire a portare ricchezza. “Se in passato invece di costruire cattedrali nel deserto avessimo costruito aziende agricole, artigianali oggi saremmo una “piccola Svizzera”. Le uniche vie di sviluppo per queste zone sono dunque l’agricoltura, l’ artigianato ed il turismo. Bisognerebbe investire su questi settori anziché creare aziende industriali che vengono progettate, finanziate e mai aperte. “Guardiamo all’interesse generale e non al nostro piccolo orticello”, ha spiegato il Segretario UGL. Tolta l’Irpinia che ancora non ha diversificato i settori di produzione, per le altre province, dopo il 2011, potrebbe esserci una ripresa ma solo se si capirà di produrre ciò che serve.
E alla domanda “Per i sindacati che autunno sarà?” “Inverno inoltrato”, ha risposto convinto. “Gli italiani stanno superando la crisi con una certa tranquillità perchè sono come le formiche. Gli italiano hanno, nel corso degli anni, messo un gruzzoletto da parte ma quando questi risparmi finiranno ci sarà un crollo drastico che nessun Governo riuscirà a far superare”.
A ciascuno il suo, dunque, ognuno dovrebbe avere il proprio il ruolo. Bisognerebbe incentivare le professionalità, le eccellenze. Investire sulla formazione.
“Vorrei, molte volte, agire di cuore ma se lo facessi farei un danno ai lavoratori”, così ha concluso il suo intervento Centrella. Con un applauso e una pioggia di complimenti si è chiuso il Convegno e il sipario del palcoscenico degli attori del lavoro.

Nel corso della manifestazione “Premio Made in Italy”edizione 2010 che si chiude stasera a S. Agata dei Goti abbiamo incontrato l’Assessore Regionale al Lavoro e alla Formazione Professionale, Severino Nappi. Nell’ambito del convegno “Il lavoro come valore. Disoccupazione, precarietà, disagio sociale ed individuale: proposte d'intervento” è stata denunciata la difficile situazione ereditata dall’amministrazione Caldoro, il cui dato che maggiormente preoccupa anche l’Assessore Nappi, è senza dubbi il tasso di occupazione giovanile della Regione fermo all’11%. Si tratta del dato più basso dell’intera Europa: “Tutto questo legato al sistema economico e alla crisi che - ha dichiarato l’Assessore - spero non sia strutturale ma congiunturale”. I progetti che la nuova amministrazione Caldoro, e in particolare quelli che l’Assessore Nappi sta cominciando a costruire, sono proposte concrete a sostegno dell’occupazione. “Pomigliano, ad esempio, rappresenta un modello di “reinvestimento” del lavoro in Campania. Non dimentichiamo che la nostra Regione è afflitta da un vero e proprio deserto occupazionale strettamente collegato al deserto delle imprese”. Poi, relativamente alle misure concrete di attuazione degli interventi programmati dalla neo amministrazione regionale, Nappi spiega: “l’obiettivo è promuovere le diverse forme contrattuali collegate strettamente al lavoro e all’impresa, come l’apprendistato. In pratica vogliamo favorire proprio l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro”. Ha parlato anche di formazione affermando: “il nostro scopo è accorciare la filiera formativa. Nella giornata di ieri, ad esempio, è stato revocato il bando relativo ai patti formativi locali. Secondo noi è inutile fornire quel tipo di formazione perché non è collegata ad uno sbocco lavorativo concreto; noi chiediamo invece agli attori del mercato di fornirci un quadro chiaro della situazione lavorativa e solo in un secondo momento avvieremo un nuovo patto formativo. Finché non conosceremo le reali esigenze del mercato al riguardo, non promuoveremo mai patti formativi fini a se stessi, come è stato fatto dalla precedente amministrazione”. La nuova Giunta, dunque, coinvolgerà gli attori che si muovono nel mercato del lavoro da Confindustria a Confartigianato, agli enti locali: “vogliamo capire con loro quali sono i termini su cui intervenire”, ha aggiunto al riguardo l’Assessore. “Quando avremo individuato le criticità allora stanzieremo anche le necessarie risorse. Vogliamo dimostrare - ha proseguito Nappi - che la Campania è cambiata e lo faremo monitorando costantemente i risultati”. Infine, relativamente alla situazione ereditata dall’amministrazione Caldoro e nella fattispecie dall’Assessorato al lavoro: “le risorse sono basse. L’organizzazione regionale targata Bassolino era completamente affidata a consulenti esterni. Adesso stiamo cominciando a ricostruire la macchina regionale e nello stesso tempo avviare quelle che sono le nostre idee. Abbiamo già firmato un protocollo con il governo. Voglio ricordare, inoltre, che mancano in Assessorato 12 dirigenti su 14”. Dunque la precedente amministrazione Bassolino ha lasciato in Regione una situazione non facile, situazione aggravata dallo sfioramento, ormai noto, del patto di stabilità. L’amministrazione Caldoro e l’Assessore Nappi stanno lavorando affinché si possano risolvere i problemi lasciati in eredità ed avviare, allo stesso tempo, anche quelle che sono le politiche di nuovo corso della nuova amministrazione.

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di Redazione
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