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Presentato a Chiaiano il Museo della Canzone Napoletana


Presentato a Chiaiano il Museo della Canzone Napoletana
03/12/2009, 12:12


NAPOLI - E' stato presentato ieri mattina in conferenza stampa a Palazzo San Giacomo (Napoli) il progetto del primo museo della canzone partenopea. Enne, si pronuncia così, dalla consonante iniziale di Napoli. Il primo Museo Casa della canzone napoletana è l’agorà delle giovani generazioni. Quelle da cui dipende il futuro di questo immenso patrimonio musicale, la sua non-dispersione, la sua identità profonda. Un progetto socio-educativo a cura dell’Associazione Teatro stabile della canzone napoletana, che mira all’aggregazione in un territorio di frontiera com’è quello di Chiaiano, quartiere a Nord della città in cui nascerà la struttura polifunzionale.
“ENNE” è un’idea che già a febbraio troverà espressione, attraverso i corsi di chitarra e mandolino e la bottega di liuteria, aperta gratuitamente per gli studenti. Nella struttura polifunzionale di Chiaiano, più volte vandalizzata e oggi recuperata al territorio, si potrà approfondire la conoscenza individuale e collettiva della storia e della corretta interpretazione della canzone napoletana, attraverso un percorso multimediale di didattica e intrattenimento ideato in differenti blocchi: punti-ascolto, light-box su interpreti e autori, videoproiezioni, mini documentari, scenografie interattive e auditorium. A pochi passi dalla fermata della Metropolitana collinare, in 8 sale complessive saranno realizzati entro settembre del nuovo anno 500 metri quadri in cui potersi abbandonare all’essenza etnica della canzone partenopea, rinunciando a ogni oleografia, retorica e folclore.
All’incontro al Comune di Napoli sono intervenuti anche gli assessori comunale ai Grandi Eventi Valeria Valente e alla Cultura Nicola Oddati, e l’assessore regionale alla Formazione Corrado Gabriele. La Valente ha affermato che «gli enti pubblici daranno il massimo sostegno al progetto “N”, perché è doveroso accompagnare l’Associazione teatro stabile in questa missione non facile che esalta un esempio di cultura alta. La canzone è il più grande patrimonio della città: è importante tutelarlo per le future generazioni con idee interattive».
Dal canto suo Oddati ha aggiunto che «la canzone napoletana, più del teatro che spesso bada alle élite e non al popolo, sa essere l’ideale messaggero della nostra cultura. È efficace, diretta, anche semplice, ma indispensabile per capire le trasformazioni e le epoche del nostro territorio. Va detto grazie a Peppe Napolitano, che di “N” sarà il direttore artistico, a Lucia Napolitano e a Raffaele Fusco, per aver investito in quest’ambizioso progetto. Che nasce come iniziativa privata ma diventa impegno obbligatorio anche per noi che rappresentiamo le istituzioni». Infine Corrado Gabriele ha spiegato che la canzone napoletana «valorizza fatti concreti, eventi che Napoli ha vissuto e che in liriche e musiche vengono raccontati al mondo. “N” saprà esserne il catalogo e lo strumento di divulgazione, sarà un punto di riferimento per il territorio ferito di Chiaiano, per i giovani di domani e per le scuole che potranno usufruirne».

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di Redazione
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