Cultura e tempo libero / Letteratura

Commenta Stampa

Presentato il libro “Per non dimenticare” di Emma Danini


.

Presentato il libro “Per non dimenticare” di Emma Danini
02/11/2012, 09:53

Si è tenuta a Ischia, presso la Biblioteca Comunale Antoniana, la presentazione del libro dal titolo “Per non dimenticare”, scritto da Emma Danini, una psicoanalista che nel momento in cui le è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer per non perdere tutti i suoi ricordi, e nel mentre la malattia avanzava, ha scritto un libro di memorie. All'importante iniziativa, promossa dall'istituto freudiano di Roma con l'adesione delle ACLI e dell'Università romana Tor Vergata, oltre all'autrice e al marito, sono intervenuti il Dottor Alessandro Martorana, medico personale della Danini, il Dottor Fulvio Sorge dell'Istituto freudiano di Napoli, la Dottoressa Rossella Cappuccio, Psicologa dell'Istituto Freudiano di Napoli e la Dottoressa Bernardina Guagliuolo, Tecnico di Riabilitazione psichiatrico. La testimonianza più toccante è stata senz’altro quella resaci da Emma, l’autrice dell’importante libro di memorie. “Pensavo che non dovevo arrendermi - ha esordito la Danini - e siccome io sono una persona che non accetta i no e un si lo vado a cercare sino a quando non lo trovo, e allora ho scritto il libro, tutto qui. Il mio è uno scritto che può servire anche ad altri, per non mollare la presa e continuare la lotta contro questa belva umana che crede di toglierci anche la parola. Io penso che ognuno di noi deve lavorare affinché nessuno di noi debba abbandonare le proprie esigenze, le cose belle, e anche quelle brutte perché nella vita ci sono anche quelle. Io ho cercato di usare la malattia in modo positivo e oggi che sono due anni in cui mi trovo in questa situazione, non mi sento malata come mi sentivo prima, ha concluso Emma”. Il Dottor Alessandro Martorana ha sottolineato alcuni aspetti importanti del morbo di Alzheimer. “Questa patologia - ci ha spiegato il Dott. Martorana – offre la possibilità ai parenti di sperimentare esperienze diverse. Nelle fasi iniziali non bisogna mai rinunciare ad un controllo medico piuttosto che nascondere il problema. Nelle fasi conclamate della malattia bisogna sempre preoccuparsi di sapere che il paziente ha una sua vita,dargli uno spazio. Quindi bisogna interferire nei limiti del giusto affinché questa persona possa continuare ad andare avanti e mantenere lo spazio che lo circonda”. Il Dottor Fulvio Sorge ha sottolineato l’importanza del libro di Emma Danini. “L’Autrice – ha detto Sorge - coi suoi ricordi riesce a coinvolgere il lettore e a farlo partecipare e ad essere osservatore quasi in primo piano di quello che le accade e di quello che racconta. Il libro mostra come la scelta fatta dall’autrice e da chi l’ha sostenuta, non soltanto premi questa dimensione di soggettivare e dare parole a una persona che incorre in questo disturbo ma si ha anche uno strumento terapeutico particolarmente efficace e di cui fa anche parte l’incontro di oggi. C’è uno stigma spesso su questa malattia e su chi ne soffre mentre invece è assolutamente necessario restare all’interno di una comunità di sapere e comunicare le proprie esperienze. In conclusione si tratta di un libro interessante e commovente”. La Dottoressa Bernardina Guagliuolo, ha messo l’accento sul perfetto connubio che l’autrice del libro ha trovato tra la psicanalisi e la creatività. “Nel libro che veniamo a presentare – ha affermato la Guagliuolo – si evince quanto sia importante la figura del caregiver, cioè di chi si fa carico del paziente all’interno del nucleo familiare. Il caregiver è molto preso da questa malattia in quanto si occupa della persona malata a trecentosessanta gradi. Il libro è stato fondamentale in quanto l’autrice trova un perfetto connubio tra la psicanalisi e la creatività”. Al termine dell’importante convegno seguito con molto interesse dal pubblico presente, la Dottoressa Rossella Cappuccio che ha moderato il dibattito, si è detta molto soddisfatta per la riuscita della presentazione del libro di Emma Danini.

Commenta Stampa
di Gennaro Savio
Riproduzione riservata ©