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Presentazione del cd "Speranzella. Le canzoni di Sergio Bruni" di Mimmo Angrisano


Presentazione del cd 'Speranzella. Le canzoni di Sergio Bruni' di Mimmo Angrisano
23/01/2012, 12:01

Alla Feltrinelli I Libri e Musica Via S. Caterina a Chiaia, 23 Napoli Tel. 081.2405411  Martedì 24 gennaio – ore 18 Presentazione del cd Speranzella di Mimmo Angrisano Intervengono Pietro Gargano e Salvatore Palomba Presenta Gianluigi Esposito La prima opera interamente dedicata alla figura di Sergio Bruni compositore.

Sergio Bruni non è stato solo un interprete straordinario, riconosciuto tale da personalità come Charles Aznavour, Frank Sinatra, Riccardo Muti e tanti altri, ma anche un eccezionale compositore che ha rinnovato e dato continuità alla tradizione musicale partenopea. Il Canzoniere di Bruni è composto da più di centoventi canzoni, da cui sono stati scelti 18 brani che abbracciano quasi mezzo secolo, a partire da "Palcoscenico" del 1956 fino ad arrivare all'inedita "Abbracciato cu tte" del 1998. L'intento è quello di proseguire in questa operazione e proporre, man mano in futuro, gran parte delle sue composizioni.

Il lavoro discografico vede la luce dopo due anni di studio e di ricerche, condotti con attenzione, pazienza e dedizione che solo chi è mosso da passione e da amore sa dare. Mimmo Angrisano, un discepolo con la DI maiuscolo - parafrasando lo stesso Sergio Bruni - è forse l'unico artista che potesse affrontare il repertorio bruniano con filologicità ed originalità, senza scadere nel malgusto dell'imitazione. Le sue interpretazioni, cariche di pathos, impressionano ed emozionano. Molteplici sono le geometrie strumentali utilizzate dal Maestro Antonio Saturno per la stesura delle orchestrazioni dei 18 brani, dalla grande orchestra alla chitarra sola, dal quartetto d'archi al complesso moderno con basso, batteria e chitarra elettrica, dal pianoforte a formazioni innovative, come, ad esempio, ensemble formato da quartetto di legni (flauto traverso, oboe, clarinetto, fagotto), bouzouki, corni e chitarre, dall'utilizzo di strumenti tipici, quali mandolini e mandole, a strumenti ricercati quali il buzuky e la chitarra decacordo. In tal modo il lavoro, sotto il profilo musicale, risulta vario, colto e piacevole all'ascolto. L'attività di ricerca storico-musicale sull'opera di Sergio Bruni, affidata a Gianluigi Esposito, ha costituito un apporto fondamentale ed imprescindibile per la realizzazione del lavoro discografico, che si spera possa incontrare il favore non solo degli appassionati ma anche di un pubblico più vasto da recuperare alla canzone napoletana.

Nuie cammenammo pe strade scure,
stammo campanno nu tiempo amaro
addò prete se fanno 'e sciure,
Speranzella ma io tengo a te...

Sono versi di Speranzella, firmati da Salvatore Palomba e musicati da Sergio Bruni, il brano che dà il titolo a questo bell'album di Mimmo Angrisano dedicato al Bruni autore, una raccolta di perle. Speranzella è una canzone del 1980, contiene le prete e le strade scure di Carmela, ma si apre al chiarore dell'alba. Il progetto di Angrisano è ambizioso: incidere in una serie di cd tutto il corpus essenziale del Bruni compositore. Una di quelle imprese da accogliere con gratitudine e da applaudire, se Napoli si decidesse a valutare la sua canzone, ieri e in un tempo più vicino a noi, per quella che è: un prodigio di poesia, di musica, di storia del costume: insomma, di cultura, per giunta cultura accessibile al popolo. Angrisano dà una prova di maturità. E' stato uno degli ultimi allievi di Bruni, tanti concerti insieme dal 1989 al 1996, una devozione e un'amicizia vere e quindi fatte pure di momenti bruschi. Il lascito di Bruni è ingombrante, induce a imitare, a perdersi in un modello di per sé inimitabile. Invece Angrisano si è oramai affrancato. Gli restano le lezioni della tecnica, dell'emissione dei suoni, della lettura attenta del testo e delle note, del rigore, del disprezzo per gli ammiccamenti ai gusti volgari. Ma la voce, pur conservando l'imprinting del maestro, è tutta sua, sicura, personale e fascinosa.



Gli arrangiamenti li firma il giovane chitarrista Antonio Saturno e sono magnifici, ariosi, colti senza perdere sapore popolare, nei trilli delle sei corde ma anche nelle armonie per il pianoforte. Una bella combinazione, di quelle rare. L'album contiene altri frutti della preziosa cooperazione fra Palomba e Bruni inevitabilmente Carmela e Amaro 'o bene, ma anche la delicata Che lle conto?, la popolareggiante Belzebbù, la mistica Che miracolo stammatina, la vendica e profetica Napule doceamara. Ciascuno di questi brani merita un ascolto molto ampio, un posto di avanguardia nella piccola grande storia della musica di Partenope. Il sodalizio d'arte e amicizia fra Bruni e Palomba s'intensificò a partire da Carmela, 1976. Ma a quel tempo il cantore di Villaricca già scriveva sul pentagramma da più di vent'anni. Nell'antologia di Angrisano non manca Palcoscenico, su testo di Enzo Bonagura, 1956, da molti considerata l'opera prima di Bruni, ma non lo è. A partire almeno dal 1951, da 'O vico d' 'e suspire su versi di Raffaele Mallozzi. Altre sorprese e curiosità regala il cd di Mimmo Angrisano. Sorprendentemente bella e ariosa, nonostante l'argomento fin troppo consumato, è Na canzone 'e Napule con il testo di Peppino Fiorelli, l'autore di Simmo 'e Napule paisà. Bella e antica nella modernità è Oje sole, altro autore il cantante e chitarrista Pino De Maio. Due chicche sono la melodica 'A luna e l'intensa Che m' hé fatto che m' hé fatto (coautore Mazzocco), coproduzione dei due grandi rivali, Sergio Bruni e Roberto Murolo. Figlio della terra e interprete dei sentimenti di popolo il primo; artista borghese l'altro, tutto teso alla scansione della parola. In fondo si vollero bene perché si trovavano sulla stessa frontiera che intuivano a rischio, quella posta a difesa della tradizione più nobile. Speranzella - Le canzoni di Sergio Bruni quindi non è solo un bel disco, da ascoltare a raffica e conservare con cura. E' un esempio per domani, un invito a riprendere, sulla pagine e sulla materia metallica di un disco, una stagione di ricerca sulla canzone di Napoli, che certo non sta bene in salute ma è ben viva.

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di Redazione
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