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Presentazione del libro "A braccia aperte fra le nuvole" di Fabio Salvatore - martedì 28 febbraio alla Feltrinelli di Napoli


Presentazione del libro 'A braccia aperte fra le nuvole' di Fabio Salvatore - martedì 28 febbraio alla Feltrinelli di Napoli
27/02/2012, 10:02

Incontrata la sofferenza, Fabio affronta il suo calvario, accoglie la Croce e rinasce nell’abbraccio della Madre Celeste. Questa è la sua storia, la testimonianza autobiografica di un ragazzo che, capitato sulla strada del dolore, prima attraverso un cancro alla tiroide a soli 21 anni, poi con la morte tragica del padre in incidente stradale, lo trasforma in gioia e speranza.
Attore e regista formatosi artisticamente in teatro con grandi maestri, come Veneziano e Albertazzi, ispirato dalla sua esperienza personale, Fabio ha realizzato un documentario dedicato al tema della sofferenza e del cancro, con la colonna sonora di Nek.
l referto del medico era inequivocabile: cancro alla tiroide. A 21 anni, un tumore non perdona. Bisogna intervenire, e in fretta. Fabio è un attore avviato a una promettente carriera, fino a quel momento aveva creduto che la vita fosse ai suoi piedi e che la forza fosse l’arma vincente per affrontare la vita e ottenere successo, donne e molti soldi. Accecato dalle ambizioni, forte di un talento riconosciuto, decide di negare la malattia. Continua a recitare in teatro, nasconde tutto ai familiari, finché afono e privo di forze è costretto a soccombere allo “Scarafaggio”. Operato d’urgenza, supera l’intervento e fa la sua prima radioterapia. Perde lavoro, amici e popolarità, ma in quel baratro inizia finalmente a guardarsi dentro. Passano i mesi, e dopo un anno parte per il Portogallo. Il viaggio lo porta a Fatima dove accade un piccolo miracolo. Si affida completamente alla Madonna, chiede aiuto fra le lacrime e da quel giorno il suo deserto fiorisce e si riempie di colori. Anche la tragica morte del padre, in un incidente stradale, non lo abbatte. Oggi Fabio, dopo 14 anni di malattia e di cure, stringe un Rosario fra le dita nella profonda consapevolezza di essere un uomo fragile, reso forte dall’abbraccio di Maria e dalla fede, che ha segnato di luce i suoi passi e ha colorato d’azzurro il cielo della sua sofferenza.



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di Redazione
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