Cultura e tempo libero / Letteratura

Commenta Stampa

Presentazione della rivista "La freccia e il cerchio"


Presentazione della rivista 'La freccia e il cerchio'
03/05/2012, 11:05

Alla Feltrinelli I Libri e Musica Via S. Caterina a Chiaia, 23 Napoli Tel. 081.2405411  Venerdì 4 maggio – ore 18 Presentazione della rivista La freccia e il cerchio - La Scuola di Pitagora - Intervengono  Aldo Masullo, Marino Niola e Matteo Palumbo Introduce Massimiliano Marotta Il pensiero è una freccia. Il sentimento un cerchio.

È dal celebre aforisma di Marina Cvetàeva che è scaturita la felice intuizione del poeta e saggista Edoardo Sant’Elia: trovare originali ambivalenze, creando un progetto che fosse alla sua radice interdisciplinare e contenesse testi tanto analitici quanto creativi. Da ciò è nata La freccia e il cerchio, rivista di filosofia, letteratura e linguaggi.

SCOPI ED AMBIZIONI – La nuova e meritevole iniziativa editoriale è stata illustrata nell’ambito del convegno internazionale su Automa/Anima, tema del primo numero del periodico fondato e diretto da Sant’Elia e promosso dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e dalla Società di Studi Politici, con lo scopo di perseguire il rannodamento fra classici del pensiero e cultura moderna, oltre che con l’espressa ambizione di far raggiungere lidi stranieri alle idee rappresentante dalla rivista, ma anche quella di far conoscere ai lettori italiani personalità estrose e centrali della cultura straniera, come ha dichiarato il fondatore.

LINEE GUIDA – Ciò è consentito dal carattere internazionale e bilingue (italiano-inglese) della rivista, che è uno degli elementi distintivi di essa, assieme alla cadenza annuale - che si protrarrà per otto numeri, sino al 2017 – ed alla rigorosa struttura costruita su un duplice, dialettico filtro tematico, attorno al quale si dipana una complementarietà dei saperi, che rifiuta steccati e gerarchie, mischiando le carte tra “alto” e “basso” e tra generi d’impegno e di consumo. A proposito Sant’Elia ha auspicato che “i temi duplici accompagnino per otto anni lo svolgimento di un progetto culturale che tiene alla sua continuità”, sottolineando come esso sia nato “all’insegna di una contemporaneità su cui si riverberano inevitabili strascichi del moderno ed echi mai sopiti del classico, cui concorrono dodici testi per numero, presentati senza pre- e post-fazioni affinché possano dialogare fra loro, all’interno di una cornice grafica ed editoriale di ricercata semplicità, che è segno di raffinata eleganza e veicolo di finezza di pensiero”.

2010 UNO. AUTOMA/ANIMA – Il numero uno della collana si apre con una stimolante conversazione tra i filosofi Maurizio Ferraris ed Ernesto Paolozzi. Durante la presentazione il primo ha incuriosito l’uditorio con un intervento nel quale ha affermato, fra l’altro, che ha inteso fare “l’avvocato dell’automa, perché è uno dei soggetti più calunniati, mentre l’anima al contrario è uno dei soggetti più esaltati”. Il secondo ha invece evidenziato come “ci può essere spazio per la libertà nella volontà che sia anche eticità e che non esiste libertà senza volontà, così come non esiste automa senza anima”. Fra gli altri contributi spiccano “Macchina e Psiche” di Romeo De Maio, “Death, story and the preservation of the soul” di David Punter, “The nature of character” di Erik Rabkin e “Bambole” di Severino Baraldi, che èinterpretazione filosofica fatta da un illustratore di come l’essere umano dia anima alle bambole.

ECHI DE “IL ROSSO E IL NERO” – Come messo in luce da Sant’Elia e dal prof. Paolozzi, per caratteristiche e propositi l’avventura de “La freccia e il cerchio” si riannoda ad un’altra fruttifera esperienza della cultura napoletana: quella de “Il rosso e il nero”, parimenti fondata e diretta per 16 numeri da Sant’Elia fra il 1992 ed il 1999. Come la comparsa di quel semestrale contribuì - in maniera decisiva - ad aprire il dibattito intorno al concetto di “colto e popolare”, così l’avvento del nuovo annuale promette di concorrere alla discussione intorno ai concetti di “cultura alta” e “cultura bassa”, visti non in antitesi ed all’insegna della commistione di linguaggi.

UNA SCOSSA PER NAPOLI – La presentazione è stata anche una vera e propria scossa per la vita culturale napoletana e non solo. L’avv. Gerardo Marotta, dell’IISF, ha confessato di essere rimasto commosso per quello che ha salutato come un evento straordinario “da cui è uscito qualcosa di magico, che si allontana dal linguaggio consueto e si oppone alla quotidianità volgare di gestori di rifiuti, trafficanti di droga ed usurai che compongono l’attuale classe politica che tiranneggia sulla città”. Fra gli autoriil prof. De Maio, ha definito la rivista “un’esperienza dell’universale ed un avvenimento eccezionale che prova quanto Napoli, nonostante difficoltà gravissime, stia ritrovando il suo antico volto di città che è esempio di cultura attuale”, mentre il prof. Punter l’ha elogiata come “esperimento coraggioso, sia perché oggi discutere di anima è un po’ fuori moda sia perché l’annuale ne discute da tre punti di vista diversi: quello della filosofia greca, della teologia cristiana e della filosofia junghiana” ed ha aggiunto che “il fascino di questa pubblicazione sta proprio nel fatto che inizia con la filosofia e termina con la poesia”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©