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Presentazione libro "Twitto ergo sum"

Nuovo libro di Pasquale Bottone

Presentazione libro 'Twitto ergo sum'
17/07/2013, 13:28

NAPOLI - Giovedì 18 luglio (ore 19) alla Libreria Treves di Piazza del Plebiscito (Napoli) il giornalista - autore Pasquale Bottone presenterà il suo ultimo libro "Twitto ergo sum" (ed SetteCittà). Ne parlano con l'autore il musicologo Pasquale Scialò, il giornalista Francesco Bellofatto ed il poeta Costanzo Ioni.  
 
Twitto ergo sum’ è una surreale e amara fotografia del “Malpaese” Italia, chiamato per l’occasione Malparadiso (“fatale e dannata, splendida e inerte, nel suo incorreggibile farsi del male da sola”). Un nome che spiega già tutto. 
 
Al centro un viaggio mentale, di un “mal paesano” come tanti: Gianluca Corti. Bottone racconta, con una spiccata ironia iconoclasta,  la vita di un lavoratore precario che osserva il mondo e che è sempre pronto ad assumersi le proprie responsabilità. 
 
Sia quando viene licenziato per permettere al datore di lavoro di comprare una automobile alla propria figlia, sia quando si suicida l'amico imprenditore Michele che non riesce a pagare i debiti contratti con le banche e Corti non incolpa il Consiglio Nazionale dei Reggenti, che non sono riusciti a fare una legge per proteggere le persone nella sua situazione solamente, perché sono “così maledettamente impegnati su troppi fronti a proteggere le nostre vite”. 
 
Da queste parole traspira tutta l'ironica amarezza di questo libro edito da Sette Città. Un’amarezza che all'inizio però era speranza. Era speranza e consapevolezza di vivere all'interno di un grande Paese, scosso sì da fatti terribili, ma dove era sempre vivo il senso di partecipare a un disegno più grande e dove ancora c'era stupore per quello che accadeva. 
 
Ed è così che Gianluca Corti da sognatore ironico e scanzonato, si trasforma senza rendersene conto in un cittadino disincantato e privo di speranza, dove l'unica cosa che ormai lo fa sentire vivo è condividere, chattare e socializzare sui “Public Network”. 
 
Quando la critica e la partecipazione non sono più possibili, se il pensiero lascia il posto all’abbandono, anche il motto cartesiano viene stravolto e da “cogito ergo sum” arriviamo a “Twitto ergo sum”. 

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di Redazione
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