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Presentazione Napoli "Ho sognato un mondo senza cancro" di Franco Mandelli


Presentazione Napoli 'Ho sognato un mondo senza cancro' di Franco Mandelli
08/02/2011, 16:02

HO SOGNATO UN MONDO SENZA CANCRO, la vita e le battaglie di un uomo che non si arrende  di Franco Mandelli con Roberta Colombo  pagg. 280 euro 18,00 Uscita: 14 settembre 2010 Prefazione di Maurizio Costanzo. Introduzione di Giuseppe Remuzzi IL PROFESSOR MANDELLI, UNO FRA I PIÙ NOTI EMATOLOGI AL MONDO, PRESIDENTE DELL’AIL, RACCONTA IN PRIMA PERSONA, CON SINCERITÀ E PASSIONE, LA SUA VITA SPESA PER CURARE I TUMORI DEL SANGUE I PROVENTI DELLA VENDITA DI QUESTO LIBRO SARANNO DEVOLUTI ALL’AIL. L’AUTORE  Franco Mandelli, nato a Bergamo il 12 maggio 1931, si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1955. Ha insegnato presso l’Università “La Sapienza” di Roma per trent’anni. Attualmente ricopre la carica di Presidente di due realtà: il GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’adulto) di cui è stato anche fondatore e l’Associazione di volontariato AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma). Per la sua attività scientifica e di solidarietà ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, fra i quali l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e la Medaglia d’oro per meriti nel campo della Sanità pubblica. Ha al suo attivo centinaia di pubblicazioni scientifiche sia in Italia sia all’estero.  Ha scritto questo libro con Roberta Colombo, medico specializzato in Ematologia, oggi sceneggiatrice. IL CONTENUTO  Il “grazie” di una donna guarita da leucemia e ora diventata madre. Le visite senza camice per non spaventare i pazienti bambini. Il volto felice di un ragazzino affetto da linfoma che può tornare a scuola, grazie all’assistenza domiciliare. La vita di un medico è una grande avventura. Quella di Franco Mandelli è stata molto di più. È stata una corsa in salita, cominciata negli anni in cui leucemie e linfomi erano una condanna a morte certa. Il “professore” – così lo chiamano tutti i suoi pazienti – ha scelto che cosa andava messo al centro: il malato. In nome di questo credo è riuscito a fare dell’Ematologia di Roma (e italiana) una realtà di livello europeo, superando tutti gli ostacoli: la burocrazia ottusa, la scarsa lungimiranza di alcuni colleghi, la cronica mancanza di risorse e di spazi. Ma ha saputo contagiare tutti con il suo cocciuto entusiasmo, dai medici impegnati nella stessa battaglia ai volontari disinteressati e generosi (l’anima di quella “magia” che è stata ed è tuttora l’AIL), fino agli uomini di spettacolo conquistati dalla sua passione. Attraverso i volti e le storie di uomini, donne e bambini da lui curati, Franco Mandelli racconta per la prima volta la sua vita.

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di redazione
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