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Presepi viventi, tra religione e tradizione


Presepi viventi, tra religione e tradizione
23/12/2009, 13:12

E’ uno degli eventi più suggestivi e ricchi di magia. Si tratta del presepe vivente di San Salvatore, che si terrà nei giorni 26, 27, 28, 29 dicembre e 1, 2 gennaio dalle 18,00 alle 21,00. Giunta alla sua dodicesima edizione, la manifestazione coinvolge un intero borgo. Organizzato dall’associazione “Movimento famiglie” in collaborazione con l’assessorato al turismo del Comune di Vico Equense, il presepe vivente rappresenta una delle manifestazioni natalizie a sfondo religioso e culturale più famose in penisola sorrentina. Ha il pregio di riunire e coinvolgere circa duecento persone tra anziani, giovani e bambini.
Si svolge lungo la strada di San Salvatore. Le scene, che variano dalla tradizione biblica e cristiana a quella contadina tipica dei primi anni del novecento, sono allestite per le viuzze e nei vicoli, nei cortili e nei portoni, lontani dai bagliori delle decorazioni natalizie e illuminati solamente dalla tenue luce delle fiaccole, in un clima di magica serenità. Arti e mestieri sono proposti con le tecniche di lavorazione e gli strumenti dei tempi che furono. Gli oltre cento figuranti, animando una quarantina di scene, fanno rivivere scorci di vita quotidiana riproposta, in questa piccola Betlemme nostrana, come per magia il passato rivive con il suo caratteristico paesaggio, il suo folklore e le sue tradizioni, riprendono vita quegli antichi mestieri quasi dimenticati.
Chi vuole vivere la magica atmosfera del presepe vivente può farlo anche a Moiano nei giorni 25, 26, 27, dicembre e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio.
Il visitatore dei presepi viventi, attraversando le stradine del paese, s’imbatte in suggestive ricostruzioni ambientali: il mulinaro, che trasforma i chicchi di grano di farina facendo girare la mola, il fabbro che batte il martello sulla sonante incudine, le donne che impastano il pane per le povere mense, la classica famiglia contadina, stretta intorno al focolare e poi ancora il falegname, lo scalpellino, l'arrotino, le lavandaie, i mercanti di piazza. Infine la grotta, allestita nel rispetto dei dati evangelici e della tradizione, dove si vive nella pienezza l'essenza e lo spirito del Natale.  

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di Redazione
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