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Prevenzione e manutenzione per i beni culturali: quando prevenire è meglio che curare


Prevenzione e manutenzione per i beni culturali: quando prevenire è meglio che curare
21/03/2011, 12:03

Milano 21 marzo 2011 - Prevenzione e manutenzione per i beni culturali (Alinea Editrice, 2011) il volume fresco di stampa a cura di Roberto Cecchi - Segretario Generale Ministero Beni e attività Culturali , e Paolo Gasparoli - Docente del Politecnico di Milano, presenta e dimostra una verità nota anche se costantemente disattesa: con una efficace e costante attività di prevenzione è possibile conservare al meglio i nostri Monumenti e risparmiare ingenti somme di denaro per interventi urgenti di restauro.

Il volume di Roberto Cecchi e Paolo Gasparoli è l’esito di una intensa attività di ricerca, partita nel 2009, utilizzando come caso studio le aree archeologiche di Roma. Verrà presentato al Politecnico di Milano il 21 marzo 2011 alla presenza del Rettore del Politecnico Giovanni Azzone, del Preside della Facoltà di Architettura Pier Carlo Palermo, di Caterina Bon Valsassina (Direttore Regionale Lombardia MIBAC), Alberto Artioli (Sopr. per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano), Raffaella Poggiani Keller (Sopr. per i Beni Archeologici della Lombardia) e Marco Dezzi Bardeschi (Professore emerito di Restauro Architettonico).

La prolusione sarà del Prof. Stefano Della Torre (Direttore Dipartimento BEST). L’obiettivo del volume e quello di mettere a disposizione degli operatori strumenti immediatamente utilizzabili per dare corpo e consistenza al principio della prevenzione come strategia primaria di tutela dei Beni Culturali. Ciò consentirà non solo di salvaguardare il nostro inestimabile patrimonio nazionale, ma anche di risparmiare importanti risorse economiche.

Un’attività preventiva e programmata sui Monumenti può arrivare infatti a costare anche solo l’l,8% all’anno del costo impiegato per l’intervento di restauro e permetterà di conservare di più e meglio il Monumento procrastinando di molto nel tempo la necessità di un nuovo intervento.

“Abbiamo bisogno di un mutamento di prospettiva – afferma infatti Roberto Cecchi, Segretario Generale del MiBAC e co-autore del libro – non serve procedere con azioni estemporanee, certamente più efficaci per guadagnare le prime pagine dei giornali, ma che vengono eseguite quando oramai il danno è fatto. Dobbiamo cominciare a ragione sul lungo termine, con adeguate politiche di “cura”, di tutela e di valorizzazione, e non con l’assillo delle urgenze del giorno per giorno. Dobbiamo prevenire più che curare”.

Si viene a prefigurare, così, una nuova prospettiva che potrebbe dare efficaci risposte ai tanti problemi che vengono posti dal nostro sterminato e straordinario patrimonio culturale, un luogo unico al mondo per quanto riguarda arte, storia e paesaggio, ma anche portatore sano di criticità che sempre più spesso entrano a far parte degli eventi di cronaca.

Non ultimo il crollo della Domus dei gladiatori avvenuto a Pompei nel novembre scorso, figlio proprio di quella mancanza di manutenzione sistematica che meglio potrebbe garantire la conservazione di Beni Culturali che tutto il mondo ci invidia e che sono anche un importante pezzo della ricchezza nazionale.

“Diffondere una nuova mentalità e una nuova prassi nella manutenzione dei Beni Culturali – conclude Gasparoli – può veramente rappresentare la giusta risposta, quella più matura, di fronte alle responsabilità che ci derivano dall’aver ereditato un patrimonio culturale unico al mondo”.

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di Redazione
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