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Primo “ciak” di “Teresa Manganiello… sui passi dell’amore”


Primo “ciak”  di “Teresa Manganiello… sui passi dell’amore”
13/04/2011, 12:04

Dopo la recente realizzazione del docu-dramma, arriva anche il primo “ciak” della produzione del film sulla beata irpina dal titolo “Teresa Manganiello… sui passi dell’amore”, commissionato dall’Ordine Suore Francescane Immacolatine di Pietradefusi (Av).

L’opera filmica racconta una figura religiosa straordinaria, la beata Teresa Manganiello, nata e vissuta a Monfefusco, in provincia di Avellino, dal 1849 al 1876 e morta giovanissima a soli 27 anni. E’ un racconto, rigorosamente in costume dell’Ottocento, che ricostruisce, attraverso il cammino di questa umile contadina verso la santità, un periodo storico misconosciuto, probabilmente non ben descritto: l’eco degli episodi traumatici del tramonto del Regno di Napoli e delle Due Sicilie e di quella tragica alba dell’Unità nazionale nel Mezzogiorno d’Italia.

Un’epoca questa, in cui il propagarsi e l’instaurazione di ideologie nuove, la ricerca della felicità ed il desiderio di giustizia si ritrovano, si fondono e si confondono, in uno scenario conflittuale, fatto di sogni ed utopie. Si è di fronte ad un percorso sociale e culturale intriso di lotte, disperazioni e miserie che acuisce di significazione lo sfondo storico-narrativo intellettualmente stimolante anche sotto il profilo della curiosità visiva.

A significazione ed interpretazione degli accadimenti c’è l’habitat rurale di Teresa e della sua comunità, in un susseguirsi di episodi, singoli e collettivi, che si riflettono nel quotidiano intriso di disperazioni e miserie.

In mezzo ritroviamo Teresa Manganiello, unitamente alla sua famiglia e all’intera comunità rurale, nel ruolo di fruitori deboli e destinatari di contrasti sociali forti.

E in questa realtà, convulsa e confusa, il cristianesimo si trasfigura nella giovane e dimessa “merlettaia” di Montefusco, divenendone interprete ed esempio di valori autentici ed inalienabili: una semplice contadina, sostenuta da una forte volontà di dedizione e di sacrificio ma maestra di vita spirituale, che dell’ideale francescano di povertà, di castità e di obbedienza e di amore a Cristo crocifisso ne fece una consolante realtà.

Infatti, dall’aspetto gioviale, grazioso e dinamico, Teresa imperterrita ci conduce con mano ad una considerazione profonda dell’esistenza su uno sfondo tinto di diversità intellettuali in cui l’odio alimenta le sofferenze umane e conduce all’agonia sociale.

Il ruolo ed il contesto storico si esprimono attraverso i personaggi oggetto di disamina: da un lato padre Lodovico Acernese - padre spirituale e confessore di Teresa - che lotta contro l’instaurazione di ideologie utopiche e dall’altro il potere, la politica, le organizzazioni massoniche, le trame e gli inganni.

Infine, l’esplicazione narrativa e la morale del film si esprimono attraverso due personaggi chiave: lo scrittore Alberto Gregorini, vedovo, incaricato da una casa editrice di ricostruire il racconto della Santa, e sua figlia Fabrizia, single, giornalista televisiva corrispondente di guerra, in cura presso un ospedale a causa di una ferita di guerra. Tra i due un passato conflittuale protratto da anni cesserà grazie alla storia di Teresa – “la Santa ribelle” - che il papà scrittore farà pervenire a sua figlia in segno di perdono.

La caratterizzazione narrativa è data soprattutto dalla forza dei personaggi dai tratti incisivi ed espressivi che conferiranno all’opera filmica trasporti emotivi profondi sublimati da interpretazioni e facce di rinomata valenza artistica.

Infatti, per realizzare questa singolare ma straordinaria opera filmica “Teresa Manganiello… sui passi dell’amore”, prodotto dalla InvIdea Network srl, è stato messo su un cast di “titolati” del cinema e del teatro italiano: Federica Citarella, Paolo Ferrari, Gianna Paola Scaffidi, Renato Mori, Barbara Chiappini, Lucio Allocca, Gianni Parisi, Marzio Onorato, Mario PorfiTo, Patrizio Rispo, Nicola Pignataro, Nicola Canonico, Vitaliana Zanda, Flavio Di Meglio, Almerica Schiavo, Antonio Lo Conte, Luigi Frasca e con la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Cucinotta.

L’organizzazione generale del film è stata affidata a Fausto Acernese (nipote di padre Lodovico) mentre la sceneggiatura è di Pino Tordiglione (regista), Marco Marraprese e Fausto Baldassarre.

Da stamattina, quindi, è iniziata la prima fase delle riprese (interni) che terminerà il prossimo 19 aprile, mentre la seconda ed ultima fase (riprese esterne) è prevista per la metà del prossimo mese di giugno.

Le suggestive locations di questa prima fase sono tutte in Irpina: il caratteristico centro storico e il vetusto castello normanno di Zungoli, la settecentesca chiesa di San Bernardino di Mirabella Eclano, l’antico palazzo (che ha dato i natali a Vanda Ferragamo) di Fulvio Miletti a Bonito, la suggestiva biblioteca dei Frati Benedettini, all’interno dell’Abbazia di Loreto di Mercogliano.

Infine, ad esaltare le figure e la bellezza delle locations sono stati scelti due direttori della fotografia, con due stili che si fonderanno insieme: Michele Zampierin e Paolo Bravi, due talenti dell’immagine.

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di Redazione
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