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Quando la fame di lavoro diventa spettacolo


Quando la fame di lavoro diventa spettacolo
01/02/2011, 18:02

In questi giorni chi vede La7 inciampa nel promo di un reality, intitolato "Il contratto". Tre persone che vengono seguite per alcuni giorni nella loro vita quotidiana; quella che viene considerata la migliore e più adatta, riceverà un contratto da una delle ditte che sponsorizzano il programma.
Ora, è normale che La7 faccia un programma del genere, io non contesto l'idea. Ma trovo assurdo che ci sia una tale fame di lavoro da accettare di fare i pagliacci davanti ad una telecamera, pur di avere una speranza. Lavorare deve essere qualcosa di onesto e dignitoso, e il processo di selezione anche. Trasformare il tutto in una sorta di reality, artefatto e vero quando una banconota da tre euro, mi sembra una vera e propria lesione della dignità. Non solo per i concorrenti allo show, ma soprattutto per i milioni di disoccupati italiani, a cui non è stata data questa possibilità.
Anche perchè poi penso ad una cosa: come sono stati selezionati i concorrenti? E come vengono selezionate le persone nelle aziende? Per quanto strano possa sembrare, vengono selezionate alla stessa maniera: bell'aspetto, sorriso simpatico, se donna deve avere belle forme. Ah, sì, poi c'è anche il dettaglio che deve avere qualche competenza specifica, ma questo è un optional. Si verifica solo alla fine, se è il caso. Io personalmente ho fatto decine di colloqui di lavoro, ma ho il difetto di non essere di bell'aspetto. Il risultato? Mai una volta che sia stato messo alla prova tecnicamente o anche solo teoricamente. appena entravo, già questo bastava per farmi valutare inadatto al lavoro. Certo, alla fine ho trovato qualcuno che mi ha messo alla prova; e i risultati si sono visti immediatamente. Ma quante persone in gamba ci sono che non hanno avuto la mia fortuna? Quante persone di qualità che fanno gli sguatteri o magari sono disoccupati, solo perchè la natura non li ha favoriti?
Certo, non stiamo a parlare di quell'altra immonda piaga del nostro Paese che sono le raccomandazioni e che andrebbero considerate un reato penale, per quanto sono diffuse. Così come sorvoliamo sull'incapacità dei governi italiani di creare un tessuto economico attivo, troppo impegnati a regalare palate di miliardi al nord facendo finta di aiutare il sud. Ma visto che la situazione è questa, e che siamo uno dei Paesi con la disoccupazione più alta in Europa (il dato dell'8,6% è sostanzialmente falso, visto che ci sono gli inoccupati e i cassintegrati che andrebbero considerati tra i disoccupati) almeno venga risparmiata ai disoccupati in cerca di lavoro l'umiliazione di essere trattati come giocattoli.

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di Antonio Rispoli
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