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La fine di "Lucignolo estate"

Questa estate niente lucignolo



Questa estate niente lucignolo
28/05/2009, 01:05

Ve lo ricordate Lucignolo (o meglio "Baldracchignolo"), il dj della notte ( o meglio il pappone della notte) che, l'estate scorsa, ha tenuto compagnia a ben due milioni di italiani? Quel format che andava in onda su Italia uno in prima serata e che aveva come cavalli di battaglia tette, culi, servizi triti e ritriti sulle prostitute, la "bella vita" e bonone con zero nozioni di conduzione e giornalismo come inviate? Ecco, per nostra somma sfortuna, questo "bellissimo" ed "utilissimo" programma ideato da Brachino, non andrà in onda quest'estate. Motivo: pare manchino determinati fondi per dar voce al dj della notte e alle sue travolgenti immagini sfocate.
Con la debacle di Lucignolo, sarebbe ipocrita negarlo, Italia uno ha guadagnato parecchi punti dignità e, non possiamo non ammetterlo, fa tanto piacere scoprire che, per una volta, i soldi non manchino per produrre qualcosa di buona qualità ma per mandare in onda quello che possiamo senza esagerazioni definire tra gli esempi più lampanti di tv spazzatura e vuoto contenutistico della storia del tubo catodico! Unici reali scontenti, pare siano gli appartenenti al gruppo di onanisti anonimi che seguivano con viva partecipazione lo show di tette al vento messo in scena delle varie modelle che il programma promuoveva. Il giubilo dello scrivente nell'occuparsi della stesura "dell'epitaffio" di tale format, lo potete del resto constatare dando un'occhiata all'orario di pubblicazione di questa notizia (piuttosto fuori turno redazionale, per la verità ). Per una volta, infatti, a perdere è stato il trash deprimente e non l'obiettivamente e l'intellettivamente elevato ma colletivamente poco appetibile. A questo punto non possiamo esimerci dal concludere con un sentito: "Riposi in pace, Amen".
In allegato, uno dei tanti servizi penosi realizzati da Melita che, nell'occasione, si propone il nobile scopo di "Scovare dei bei vitelloni" per le strade di Rimini. A voi il giudizio.

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di Germano Milite
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