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Ennesima bizza ai vertici della tv pubblica

Rai: Garimberti difende Saviano e si scontra con Masi


Rai: Garimberti difende Saviano e si scontra con Masi
20/10/2010, 21:10

ROMA - Conti in rosso, eterne e spesso sterili polemiche, contenuti sempre meno condivisi da un numero crescente di abbonati, un carrozzone sovraccarico di amici, amici di amici e veri e propri politici riadattati a giornalisti ed improbabili conduttori.
La tv di stato versa in condizioni critiche e, oggi, dai vertici Rai, arriva notizia dell'ennesimo scontro tra il presidente Paolo Garimberti ed il dg 
Mauro Masi. In viale Mazzini l'aria è sempre più pesante e, il disappunto di Garimberti, è nato a causa dei continui ritardi riscontrati nella chiusura di determinati contratti. Tutti contratti che, caso strano ma di causa intuibile, sono rivolti a quei personaggi televisivi che in maniera sempre più evidente patiscono il trattamento dei separati in casa.
Mentre la polemica per la partecipazione a titolo gratuito di Roberto Benigni, Antonio Albanese e Paolo Rossi al tanto discusso programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano continua ad accendersi di nuovi particolari, resta ancora non firmato il contratto con la Endemol che doveva interessare proprio il duo pronto (si spera) ad andare in onda su Rai 3 tra tre settimane. Rimandi perpetui e piccole azioni di mobbing che hanno portato Saviano ad un eloquente e deciso sfogo: "In questo clima - ha detto infatti il giornalista -, con un editore che rema contro, e che fa di tutto per ridurre mezzi, spazio, possibilità, non possiamo né vogliamo lavorare. Non ci sono la condizioni per andare in onda". Fazio ha invece chiesto direttamente a Garimberti della "garanzie" necessarie per la regolare messa in onda ed il sereno svolgimento dei lavori. Un appello al quale il presidente ha risposto proclamandosi "garante della libertà" e dichiarandosi profondamente seccato da "una tendenza al ritardo" che "non mi piace per niente". Dal canto suo Masi si è limitato alla negazione dell'evidenza sostenendo che, per un certo tipo di programmi Rai, non esiste "nessun ritardo né tantomeno nessuna censura preventiva".
Eppure, partendo dalla Dandini, passando per Gabanelli e Santoro ed arrivando fino a Fazio e Saviano, l'impressione lampante è quella di una longa mano tesa ad ammutolire qualunque voce anche solo potenzialmente non agiografica per il governo di centrodestra. Che la tv di Stato sia da sempre governata dalla politica ed in particolare dalla maggioranza dell'esecutivo è cosa nota; che chi guida il paese sia così terrorizzato ed ossessionato dal dissenso proveniente dal tubo catodico, invece, è paradossale elemento di retrograda e poco tollerabile "avanguardia".

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di Germano Milite
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