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Presentato il programma della tre giorni

Ravello, festa grande per inaugurare l'auditorium


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Ravello, festa grande per inaugurare l'auditorium
20/01/2010, 18:01

Oscar Niemeyer ha consegnato i disegni e il plastico dell’auditorium a Domenico De Masi il 23 settembre 2000, nel suo studio al n.3.940 della Av. Atlantica di Rio de Janeiro. Su incoraggiamento di Secondo Amalfitano, il progetto gli era stato chiesto il 7 luglio dal giornalista Roberto d’Avila a nome del professor Domenico De Masi, legato a Niemeyer da profonda stima e amicizia. L’Architetto ha dunque lavorato al progetto intensamente, per settanta giorni, come ha dichiarato egli stesso in interviste alla stampa e alla televisione brasiliana.
Nel consegnare il risultato del suo lavoro, Niemeyer ha ribadito l’entusiasmo per questa sua opera e ha spiegato dettagliatamente le intenzioni ad essa sottese: creare un complesso architettonico non eccessivamente costoso, semplice e ardito al tempo stesso, capace di inserire nel paesaggio ravellese un segno inconfondibile ma non dissonante. Quando l’auditorium sarà costruito, diventerà un riferimento visivo per chiunque guarderà Ravello da lontano: presente ma non invadente, esso lancerà un richiamo intenso ed amichevole, paragonabile a quello della Rondinaia: questa consacrata alla cultura privata, quello aperto alla cultura collettiva.
All’auditorium si accederà da una piazza oblunga che consentirà di godere, al tempo stesso, lo strepitoso panorama e l’invitante edificio. Nella sala, il posto per il pubblico sfrutta il declivio naturale del terreno; il posto per l’orchestra e il foyer sporge arditamente nel vuoto come il palco di villa Rufolo, ma senza sostegni.
L’esperienza musicale ravellese è segnata da concerti all’aperto dove l’imperfezione acustica è compensata dalla sensazione complessiva di godimento cui , oltre alla musica, concorrono il paesaggio, il tramonto, il sublime. L’auditorium non intende contrapporsi a questa esperienza, imponendo la totale rinunzia al paesaggio in cambio della perfezione acustica. Tale perfezione sarà agevolata dall’edificio concavo come la perfetta cassa armonica di un mandolino, ma il paesaggio resterà godibile attraverso l’ampia vetrata di accesso e occhieggerà dall’oblò dietro l’orchestra. Il lato opposto all’entrata, meno sfinestrato, proteggerà l’auditorium dalle costruzioni confinanti e, visto dall’esterno, alluderà alle radici storiche del paese attraverso la silouette che ricorda un elmo medievale.

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di Nando Cirella
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