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RESTAURATO IL CICLO DEGLI AFFRESCHI DEL CONVENTO DEI FRATI MINORI DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI DI NOCERA


RESTAURATO IL CICLO DEGLI AFFRESCHI  DEL CONVENTO DEI FRATI MINORI DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI DI NOCERA
29/09/2008, 11:09

Dopo tre anni di lavori viene restituita alla comunità nocerina un pezzo del proprio patrimonio artistico, restaurato e recuperato alla fruizione e conservazione. L’oggetto dell’intervento è stato per la gran parte il vasto ciclo di affreschi che decorano il chiostro del Convento dei Frati Minori di Santa Maria degli Angeli, che sorge esattamente al confine dei territori di Nocera Superiore e di Nocera Inferiore, anche se giuridicamente rientra nel primo. Ma in ogni caso il suo valore artistico e spirituale appartiene all’intera comunità di entrambe le Nocera, unite in una sola amministrazione fino ai primi decenni del XIX secolo. Insieme ai dipinti murali sono state restaurati anche dipinti su tela e su tavola, i portali ed il portone ligneo con un impegno di spesa di 500.000,00 € distribuiti in tre cantieri, finanziati direttamente dal Ministero per Beni e le Attività Culturali con Fondi Ordinari. In tal modo si evince l’attenzione che il Mibac pone anche verso il patrimonio artistico presente in aree non proprio al centro dei grandi flussi turistici. La Direzione Tecnica è stata seguita dal Dott. Braca con la collaborazione di vari specialisti della Soprintendenza .

La qualità delle opere non è marginale né provinciale anche se l’autore del ciclo dei dipinti murali è un artista ancora sconosciuto ai grandi studi. Si tratta di Filippo Pennino, autore di cui da poco si va definendo la fisionomia, attivo per tutta la prima del Settecento nell’area della Campania meridionale fra il Salernitano e l’Irpinia. Egli si caratterizza soprattutto come un quadraturista d’impronta giordanesca. Fra i dipinti conservati si trovano alcune opere di notevole importanza come il telone a capoaltare raffigurante la Gloria dei ss. Gioacchino e Diego, proveniente dall chiesa dell’Ospedaletto a Napoli, attribuito a Ippolito Borghese. Non sono mancate scoperte anche clamorose come il recupero della figura di un s.Antonio ridipinto trasformandolo in san Ludovico.
Un lavoro così ampio ed interessante anche sotto il profilo scientifico non poteva restare senza memoria. Di qui la volontà della Soprintendenza di realizzare un volume sull’intero complesso conventuale francescano. La storia del convento e la sua importanza è stata tracciata dai padri Giacinto D'Angelo e Remigio Stanzione. Lo studio del vasto patrimonio librario di circa 50.000 libri è stato curato dalla dott.ssa Corinna Fumo. La dott.ssa Laura Perna ha studiato i vari ritratti presenti di alti ecclesiastici francescani presenti nel chiostro. Un'ampia pagina sul valore delle opere recuperate e sui restauri è stata, infine, realizzata dal dott. Antonio Braca.

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di Redazione
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