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Riccardo Muti inaugura l'arena degli scavi di Pompei


Riccardo Muti inaugura l'arena degli scavi di Pompei
17/05/2010, 13:05


POMPEI (Na) - Saranno il maestro Riccardo Muti e l' Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" a inaugurare, alle 21.15 del prossimo 10 giugno, il teatro grande degli scavi di Pompei, rinato grazie ai lavori di restauro durati 15 mesi. L'iniziativa si pone l'obietti di rilanciare il sito archeologico più visitato del mondo anche nelle vesti di sede prestigiosa di kermesse internazioni. L'evento, unico ed esclusivo, è organizzato e curato dal Teatro di San Carlo, per celebrare il ritorno del grande spettacolo nell'area archeologica. Il concerto di Muti è il
preludio di una stagione che si preannuncia "ricca - è scritto in un comunicato - realizzata in collaborazione con le principali istituzioni culturali del Mezzogiorno, che oltre dalla Fondazione Teatro di San Carlo con la partnership della Fondazione Campania dei Festival. "L'area archeologica si apre così alle altre arti e diviene luogo di elaborazione e proposta culturale - dice Marcello Fiori, commissario all'emergenza presso gli Scavi di Pompei e degli altri siti archeologici vesuviani - palcoscenico del mondo in cui la bellezza in tutte le sue espressioni è la vera protagonista". Per il maestro Muti, "la riapertura e la restituzione al mondo intero del Teatro Grande dell'area archeologica di Pompei è un fatto di straordinaria importanza", che secondo il maestro, "si inserisce in quel processo di rilancio della vita culturale di Napoli e della Campania". "Abbiamo scelto di inaugurare con il maestro Muti e la sua orchestra giovanile la collaborazione con il teatro Grande degli Scavi di Pompei, per dare un messaggio di positività e di
fiducia alle nuove generazioni", aggiunge Rosanna Purchia, neo
sovrintendente del Teatro di San Carlo.
Autorizzato ad accogliere circa 1800 spettatori (in età
augustea ne poteva ospitare circa 5.000) il teatro edificato nel
II sec. a.C. sfrutta il pendio naturale per la costruzione delle
gradinate. Palcoscenico e scena - adorna di marmi e statue - in
opera laterizia, risalgono al restauro del 62 d.C., dopo il
terremoto. Con il restauro sono stati effettuati una serie di
interventi mirati che hanno dotato il teatro di un'idonea
illuminazione, un'adeguata accoglienza, segnaletica, transenne e
protezioni, che sono stati realizzati o restaurati nel pieno
rispetto delle norme sulla conservazione dei beni artistici.

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di Redazione
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