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Ritorna per tre settimane in Costa d’Amalfi il “Gran Carnevale di Maiori”


Ritorna per tre settimane in Costa d’Amalfi il “Gran Carnevale di Maiori”
04/02/2010, 15:02


MAIORI - Tre settimane di festa con musica, comicità, giochi per bambini, percorsi artistici con degustazioni di prodotti tipici e gli inconfondibili carri allegorici che sfileranno nei giorni 14, 16 e 21 febbraio. E’ questo il Gran Carnevale di Maiori e della Costa d’Amalfi realizzato dal comitato cittadino col sostegno della Provincia di Salerno e del Comune di Maiori e con la collaborazione della Regione Campania e dell’Ente Provinciale per il Turismo. Un programma ricco di eventi che verrà reso noto nel corso di una conferenza stampa prevista per domani, venerdì 5 febbraio alle ore 10.30, presso la Sala Giunta della Provincia di Salerno. A illustrare l’evento saranno il Consigliere del Presidente con delega al Turismo, Alberico Gambino, il consigliere provinciale Matteo Bottone, l’Assessore al Turismo del Comune di Maiori, Lucia Mammato, e il presidente del comitato Gran Carnevale di Maiori, Angela D’Auria. Nel corso della conferenza stampa oltre, al programma, verrà presentata la singolare maschera denominata “Zagarella”che simboleggia il Carnevale della Costa d’Amalfi ed frutto di un concorso bandito nei mesi scorsi nelle scuole medie inferiori. La maschera, realizzata dalle alunne Simona Ossignuolo e Carmen Scala, rappresenta la tradizione e la storia di Maiori attraverso uno dei suoi prodotti più prestigiosi coltivati nei terrazzamenti che circondano il paese. Si tratta dello “Sfusato Amalfitano”, il limone tipico della Costa d’Amalfi, a cui ci si è ispirati per la realizzazione di questo singolare elemento distintivo del Carnevale maiorese, da sempre punto di riferimento dell’intera Costa d’Amalfi nei giorni che precedono il martedì grasso. Il Gran Carnevale di Maiori nacque nel 1969, quando l'intera popolazione decise organizzare una grande festa coinvolgendo tutti i paesi della Costiera Amalfitana: da Cetara a Tramonti, da Minori ad Amalfi. I carri venivano costruiti nel centro del paese in modo da favorire la partecipare attiva di centinaia di persone. Ma fu agli inizi degli anni '80 che il Carnevale di Maiori raggiunse l’apice, acquistando fama e importanza, soprattutto per la presenza di spettatori. Infatti, per le sfilate, giungevano nella cittadina migliaia di persone da ogni zona della Campania. Un successo che consentì a Maiori di guadagnarsi il titolo di “Secondo Carnevale d'Italia”. Secondo, solo a Viareggio. Tant’è che persino da Putignano e da altre città della regione, venivano in Costiera ad imparare le tecniche di costruzione dei carri allegorici: lavorazione della carta pesta, del ferro e dei movimenti.

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di Redazione
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