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Salerno, domani Zucchero porta i Caraibi al Teatro dei Templi

Con data in Campania de "La Sesiòn Cubana"

Salerno, domani Zucchero porta i Caraibi al Teatro dei Templi
24/07/2013, 10:13

SALERNO -  Il ritmo travolgente di Cuba e le atmosfere genuine della provincia emiliana si fondono nel tour di Zucchero 'Sugar' Fornaciari, che domani, giovedì 25 luglio, fa tappa al Teatro dei Templi di Paestum per l'unica data campana de "La Sesiòn Cubana". Una tournée strepitosa, che approda in uno dei luoghi più suggestivi della Penisola, Paestum: una cornice unica e irripetibile, capace di coniugare la magnificenza dell'arte classica alle danze che richiamano i riti vodoo e agli inni generazionali all'insegna della "sana e consapevole libidine".

 

LO SHOW Con "La Sesion Cubana" Zucchero sta portando in giro per il mondo un po' di Cuba con le sue bandiere, le sue 'stelle rosse', le sue auto anni '50 diventate un vessillo rivoluzionario, e soprattutto i suoi musicisti, ben 16 sul palco in un tripudio di strumenti musicali tra tradizione europea e sonorità centroamericane. La Band che lo accompagna è composta da Polo Jones (Bass/MD), Kat Dyson (Guitars /backing vocals), Mario Schilirò (Guitars), Adriano Molinari (Drums), Nicola Peruch(Keyboards), Horacio Hernandez (Drums), Elmer Ferrer (Tres guitar), Joaquin Nunez Hidalgo (Percussions), Jorge Luis Nunez (Percussions), Karel Escalona(Timbales), Lazaro Amauri (Trumpet), Osmil Rene' (Trumpet), Maykel Fernando (Trombone), Dorian Carol (Backing vocals), Dyalis De Regla (Backing vocals), Liuba Calvo (Backing vocals).

 

LA SCALETTA A testimoniare l'autentica passione di Zucchero per la contaminazione, cifra della sua produzione artistica, la scelta di misurarsi con la tradizione musicale cubana e, più in generale caraibica, che ha dato origine a "La Sesiòn Cubana". Ma da buon emiliano, Zucchero non dimentica la 'sua' tradizione: nasce così una scaletta che ha tutto il sapore di una mappa che segna i luoghi dell'anima per l'artista e il suo pubblico, un viaggio 'a ritroso' nella sua carriera, con un inizio tutto all'insegna dell'ultimo album e un percorso che arriva al 1987 del disco "Blue's" e 'risale' dal 1989 di "Oro, incenso e birra", per poi tornare in chiusura alle sonorità caraibiche. 28 canzoni per uno show che toglie il fiato tra intime emozioni e balli scatenati.

Apre il concerto un omaggio a Ernesto 'Che' Guevara, quindi subito spazio all'ultimo singolo estratto da "La sesiòn cubana", Nena. In rapida successione vengono Un kilo eCuba libre, entrambe tratte da "Fly" del 2006 e riarrangiate in salsa caraibica, prima di passare a Never Is a Moment e Love Is All Around, sempre da "La sesion Cubana". Con Bacco perbacco e L’urlo piccola concessione al passato più e meno recente, prima di tornare a Cuba con Indaco dagli occhi del cielo, Guantanamera (Guajira), Baila,Pana e Ave Maria no morro. La seconda parte attinge almeno un brano dalla discografia di Zucchero dal 1987 in poi. Si va dalla struggente Diamante a Il volo, per poi riafferrare gli anni Duemila con Soldati nella mia città, Pronto, Vedo nero, Il suono della domenica, Ali d’oro. Un'altra immersione negli anni '90 con Blu, per poi 'scendere' giù fino aOverdose (d’amore)Con le mani e Diavolo in me. Dagli 'inferi' alla recente Sabor a ti che conduce alla 'paradisiaca' Così celeste. Ma nel continuo gioco di 'saliscendi' e di contrappassi che la scaletta racchiude si torna a Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica, prima di farsi travolgere da La Bamba di Ritchie Valens, chiedersi X colpa di chi? e farsi trascinare da una Blue’s jam.

 

I NUMERI DEL TOUR Dietro tutto questo non c'è solo l'estro artistico di Zucchero, ma anche una straordinaria macchina organizzativa messa a punto da F&P Group che porta in giro 10 tir, 100 persone al seguito, 5 sleeping bus. La prima chiamata del piano di produzione è alle ore 5.30: da qui cominciano i lavori dei 10 rigger e i 10 scaff per il montaggio strutturale del palco. A seguire gli 8 tecnici che montano l’impianto luci, 4 “p.a. man” per l’impianto audio e poi i 6 carpentieri e scenografi, 4 addetti alle movimentazioni, 4 operatori video che riproducono i colori e i sapori di Cuba autentica. Ci vogliono circa 10 ore di montaggio per completare il palco, installare tutti gli strumenti, le attrezzature ed essere pronti per il sound check. Un grande sforzo produttivo, ma anche 'fisico' per Zucchero. Come faccia a reggere ritmi ben più convulsi di quelli che porta sul palco lo spiega lo stesso cantautore: "Sì, sembro un globetrotter e per chi non fa questo mestiere è dura da capire. Sera dopo sera il palco diventa la tua vita. Non è neanche più lavoro, è una gioia. E poi un tour come questo è sempre l’occasione di grandi scoperte, posti dove non ero mai stato. È un calendario stretto, ma mi sento bene. Dormo e suono, suono e dormo, non ho molto spazio per fare altro".

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di Redazione
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