Cultura e tempo libero / Teatro

Commenta Stampa

Salerno incanta Venezia, sabato spazio a Mario Avagliano


Salerno incanta Venezia, sabato spazio a Mario Avagliano
23/03/2012, 14:03

Ennesimo risultato positivo per la rassegna “Primavera Einaudi 2012”. Mariolina Venezia, autrice di “Da dove viene il vento”, affascinata dal calore dei lettori di Salerno e provincia e dagli studenti del Liceo “R. Margherita” accorsi a Palazzo di Città. Prossimo appuntamento sabato 24 marzo con la presentazione di “Voci dal lager” di Mario Avagliano

Mai come quest’anno la primavera è sbocciata in anticipo, mai come quest’anno la primavera profuma di cultura. È la “Primavera Einaudi 2012”, la rassegna letteraria organizzata dal Comune di Salerno – Assessorato alla Cultura, dal Punto Einaudi di Salerno e dall’Associazione “Koinè” per rendere omaggio all’indimenticabile Giulio Einaudi a cento anni dalla sua nascita.

E dopo il grande trionfo di Diego De Silva al Teatro “Verdi” di Largo Luciani, ad incantare il pubblico salernitano, e non solo, è stata l’autrice e sceneggiatrice Premio Campiello 2007, Mariolina Venezia, con il suo ultimo lavoro editoriale “Da dove viene il vento”. Una doppia presentazione quella della scrittrice originaria di Matera, che ieri, mercoledì 21 marzo, si è intrattenuta con i lettori al Punto Einaudi di Corso Vittorio Emanuele ed oggi, giovedì 22, ha risposto alle tante domande e curiosità dei giovani studenti del Liceo “Regina Margherita” di Salerno, accorsi a Palazzo di Città.

«Ho accettato con grande entusiasmo l’invito di tornare a Salerno», ha esordito la Venezia durante l’appuntamento al Punto Einaudi, che è stato inaugurato dai saluti di Claudio Bartiromo della Direzione Einaudi Campania e di Marisa Annunziata, esponente dell’Associazione “Frida contro la violenza di genere”, ed impreziosito dall’accompagnamento musicale dell’”Easy Trio”, composto da Giusy Di Giuseppe (sax), Corrado Pinto (tromba) e Bruno Salicone (tastiera).

Un cosmonauta sospeso nello spazio, un clandestino (Idir) arrivato dal Marocco, Dora e Salvatore che si rincontrano in una Padova completamente diversa da quella lasciata negli anni ’70 e Cristoforo Colombo di fronte al mare infinito ed alle prese con il rebus di quello che accadrà: tante e diverse le storie di “Da dove viene il vento” raccontate tramite la voce della narratrice, che riannoda i fili della propria esistenza attraverso le vicende, i desideri, i pensieri, i sentimenti e le parole degli stessi protagonisti.

«Le parole – ha affermato Mariolina Venezia – sono come i geni: trasmettono storie. Ed allo stesso momento i sentimenti sono quelli propri della narratrice, che tramite l’evoluzione delle storie dei personaggi arriva a trasformare quelli propri e ad uscire dall’empasse in cui si trovava all’inizio». Un libro che, seppur ambientato a Padova, sembra traspirare un’aria mediterranea, in cui l’essere meridionale si allarga alla storia di Idir, giovane clandestino emigrato dal Marocco in cerca di fortuna.

Ma anche un libro che non trascura elementi tipici della società moderna e dei nuovissimi strumenti tecnologici, come spiegato dalla stessa Venezia ai ragazzi del Liceo “Regina Margherita” durante l’incontro di stamani a Palazzo di Città. «Come quando si va in Internet e si accompagna la navigazione con l’apertura di tante finestre, allo stesso modo i vari capitoli di “Da dove viene il vento” sembrano tanti riquadri aperti su mondi apparentemente lontani e diversi, ma che alla fine si riveleranno uniti ed intrecciati tra di loro».

“Primavera Einaudi 2012” tornerà sabato 24 marzo con la presentazione alle ore 19.00, presso il Punto Einaudi di Salerno, di “Voci dal lager” di Mario Avagliano. Con l’autore saranno presenti Luigi Giannattasio, Presidente della sezione ANPI di Salerno, Maria Teresa Fulco, Presidente dell’Associazione “Memorie”, ed Aldo Pavia, già Presidente dell’ANED (Associazione nazionale ex deportati).

Scritto a quattro mani con Marco Palmieri, “Voci dal lager” raccoglie le lettere, ufficiali e clandestine, ed i biglietti lanciati dalle tradotte ferroviarie dai deportati politici, dai membri delle bande partigiane e dai resistenti civili, con un’appendice dedicata ai lavoratori coatti. Memorie che per molto tempo sono rimaste “celate”. Nel dopoguerra, infatti, gli ex deportati si trovarono «immersi in un dolore che rifiuta l’espressione narrativa, nel tentativo di rimuovere un’esperienza inquietante». Alla paura di non essere creduti si aggiunsero il senso di colpa per essersi salvati, il desiderio collettivo di voltare pagina, il rifiuto di editori, storici e mass media di ascoltare e far conoscere quanto era accaduto.

Nato a Cava de’ Tirreni (Sa) nel 1966, giornalista professionista e studioso di Storia contemporanea, Mario Avagliano è membro dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar) della Società Italiana per gli Studi di Storia contemporanea (Sissco) ed è Direttore del Centro Studi della Resistenza dell’Anpi di Roma-Lazio. Tra le sue opere: Roma alla macchia. Personaggi e vicende della Resistenza (Cava de’ Tirreni, 1997); «Muoio innocente». Lettere di caduti della Resistenza a Roma (in collaborazione con Gabriele Le Moli, Milano, 1999).

Per Einaudi ha curato il volume Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945 (2006) e ha pubblicato, con Marco Palmieri, Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (2010) e Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici 1943-1945 (2012).

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©