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I vesuviani e l'europeizzazione del Vesuvio

San Giorgio a Cremano - Presentazione del Corso sperimentale di cultura vesuviana


San Giorgio a Cremano - Presentazione del Corso sperimentale di cultura vesuviana
08/11/2010, 10:11

Lo scorso 5 novembre nel Salone degli Specchi di Villa Bruno, a San Giorgio a Cremano, è stato presentato il 1° “Corso sperimentale di cultura vesuviana”, a cura del “Laboratorio ricerche & Studi Vesuviani”. L’architetto Aldo Vella, già sindaco del Comune di San Giorgio a Cremano, ha presentato la struttura del corso che inizierà giovedì 11 novembre e terminerà sabato 18 dicembre. Tredici lezioni, alcune delle quali saranno arricchite da eventi e mostre. L’apertura del corso è stata affidata ad Alfonso Tortora, con “Il Vesuvio dei viaggiatori” – letture di Sandra Coccia e Marcello Caccavale. Poi, il 12 novembre Giuseppe Luongo parlerà del vulcano Vesuvio; il 13 Mauro Vella sarà l’esperto dell’ambiente naturale e Maurizio Fraissinet, scrittore, giornalista, ornitologo, professore universitario e di liceo parlerà di fauna. Il 18 Ugo Leone parlerà del “Parco Nazionale del Vesuvio” ed Eugenio Frollo del sistema idrogeologico e le opere di difesa del suolo. Il 25 novembre Enzo Gulì presenterà “il sistema produttivo del Regno delle Due Sicilie e dell’area vesuviana”, mentre Stefania Duraccio si occuperà della “Fonderia Righetti” in villa Bruno a San Giorgio. Il 2 dicembre Aldo Vella terrà una lezione sulla concezione urbanistica di Carlo di Borbone. Il 3 dicembre Sergio Attanasio sarà il docente sul palazzo di città-villa di campagna e la committenza nobiliare a Napoli e nel Vesuviano. Enzo Forte parlerà, invece, delle ville di San Giorgio a Cremano. Il 9 dicembre sono previsti un convegno e una mostra a cura di Ernesto De Martino, Vittorio Pandolfi e Aldo Vella su “I 50 anni del libro di Roberto Pane”. Il 10 dicembre Simonetta Conti presenterà “L’area vesuviana e la rappresentazione”, Paolo Mandalo e la mostra sui siti reali a cura di “Pianeta Cultura” e Simonetta Conti e Giuseppe Pignatelli Spinazzola sui siti reali. Arturo Montone si occuperà della didattica del Vesuvio e Rosario Ruotolo sul progetto della Biblioteca Vesuviana. Il 16 dicembre Paolo Apolito parlerà della etnocultura vesuviana nel panorama meridionale e Ciro Raia discuterà su Giovanni Coffarelli e il caso “Somma Vesuviana”. Il 17 dicembre Aldo Colucciello sarà il docente di antropologia e ricerca etnografica. Infine, il 18 dicembre Giovanni D’Angelo presenterà le radici e gli sviluppi del patrimonio etnomusicale vesuviano. Per l’occasione la serata sarà allietata da un concerto didattico di musica popolare.
L’obiettivo del progetto è la creazione di una struttura polifunzionale le cui attività abbiano una ricaduta primaria diretta sul sistema formativo, su quello dei servizi ad alta qualità dell’intero territorio regionale, sul sistema d’impresa a contenuto culturale, sul corpo fisico del territorio vesuviano ed i suoi abitanti. Il Corso intende alimentare l’interesse e la conoscenza dei beni culturali, ambientali e storico-artistici dell’Area Vesuviana e in particolare del territorio di San Giorgio a Cremano. Esso costituisce un momento di sperimentazione per la strutturazione degli studi della istituenda Libera Università Vesuviana (LUV) che vede la città di San Giorgio a Cremano quale Comune capofila dell’iniziativa.
Presenti all’inaugurazione il Sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano, il vice Sindaco, Assessore alle Ville Vesuviane Giorgio Zinno, Angelo Delle Cave, presidente del Laboratorio Ricerche & Studi Vesuviani, l’architetto Aldo Vella, direttore del corso e coordinatore della LUV e Leopoldo Spedaliere, presidente della TESS.
L’iniziativa riempie di contenuti importanti gli spazi già così preziosi del Comune vesuviano. L’attenzione all’immateriale accende le città. San Giorgio a Cremano è una città che sta cercando, negli ultimi anni, di definire, di sottolineare la propria identità attraverso le arti e proprio il Vesuvio deve essere l’elemento attorno al quale costruire quella polis che già esisteva. Il Vesuvio va vissuto, non va solo studiato. Il geosito è un laboratorio scientifico. Si può attraversare tutta la storia studiando il nostro territorio. La storia del Vesuvio non fa parte quindi di una cultura locale, ma internazionale. Nel 1700, ad esempio,  il Tour si concludeva nell’area vesuviana, era un viaggio di formazione culturale per i giovani europei. Occorre oggi un ribaltamento dell’ottica sul Vesuvio. Non si può amare, difendere senza conoscere e per conoscere il Vesuvio va inquadrato in un sistema olistico. La coscienza di essere vesuviani, quindi, deve passare necessariamente per lo studio approfondito e unitario dell’area vulcanica per poi proiettarsi verso l’europeizzazione del Vesuvio.

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di Rossella Saluzzo
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