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Sanremo 2012: ansiogeno per il 74% dei telespettatori


Sanremo 2012: ansiogeno per il 74% dei telespettatori
21/02/2012, 17:02

Roma, 21 febbraio 2012 - Troppe polemiche, troppi maschi, troppa aggressività. La televisione è diventata eccessivamente ansiogena, come dimostra il fatto che la 62esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, pur totalizzando audience e share stellari (rispettivamente 13 milioni e il 57% per la serata finale), ha comunque lasciato dietro di sé strascichi di polemiche e insoddisfazioni, al punto da generare un diffuso stato d’ansia nei telespettatori.
Infatti gli italiani, già provati dalla grave crisi economica che affligge il Paese, chiedono chiaramente più pacatezza ed equilibrio sul piccolo schermo, sia che si tratti di format quotidiani che di kermesse come quella sanremese. Psicologi ed esperti lanciano con convinzione l’allarme: secondo un’indagine dell’agenzia formativa Polo Psicodinamiche di Prato, condotta su un campione di 520 italiani, uomini e donne, tra i 18 e i 65 anni, una tv troppo ansiogena, di cui l’ultimo Sanremo è stato un lampante esempio, viene infatti bocciata dal 74% degli intervistati, mentre solo uno sparuto 11% gradisce i toni concitati degli ultimi tempi.

Quali quindi le soluzioni suggerite dagli interpellati per “ingentilire” la celebre manifestazione canora? Qui le risposte si fanno interessanti e curiose, se si considera che la maggioranza, ben il 27%, richiede a gran voce una conduzione al femminile , mentre il 22% reclama più comici sul palco dell’Ariston. Il 16%, poi, vorrebbe conduttori più giovani, il 13% auspica addirittura il coinvolgimento di personaggi noti della società civile (modello Saviano), il 9% addirittura di persone comuni.

Ma quali sono i volti femminili più graditi al pubblico per una ipotetica conduzione di Sanremo 2013? In pole position, con il 32% delle preferenze, Geppi Cucciari, molto apprezzata quale ospite d’onore della serata finale di quest’anno. Graditissimo anche un volto molto amato anche dagli spettatori maschili, Paola Ferrari. La conduttrice della “Domenica Sportiva” convince il 29% del panel per garbo e competenza, oltre che per essere paladina dell’italianità contro l’invasione di vallette straniere al Festival. Al terzo posto, con il 21%, si piazza Benedetta Parodi, modernissima “cuoca”, che ha saputo affascinare gli italiani per la sua semplicità e freschezza. Elena Guarnieri, speaker di punta del Tg5, piace al 12% per bellezza ed eleganza. Chiude la top five l’algido fascino della “direttora” di SkyTg24, Sarah Varetto: sul palco di Sanremo non dispiace al 4%.

Ma cosa, in particolare, ha angustiato i “tele-sanremofili”? Innanzitutto un’eccessiva presenza maschile nella conduzione (32%), l’esasperata ricerca della polemica fine a sé stessa (28%), la mancanza di garbo nell’approccio con gli ospiti e il pubblico (14%), il turpiloquio e l’eccessivo utilizzo di parolacce anche quando non necessarie (7%), un pessimo italiano e inflessioni dialettali troppo marcate (4%). Una serie di aspetti, insomma, che hanno influito negativamente sulla psiche degli appassionati: pessimismo (33%), incupimento (24%) e rassegnazione (20%) i sentimenti più diffusi suscitati dalla visione del Festival nella platea televisiva.


“Il Festival di Sanremo di quest’anno –dichiara il Prof. Ezio Benelli, direttore del Polo Psicodinamiche di Prato- è stato indubbiamente caratterizzato da una predominante presenza maschile, anche abbastanza aggressiva e un po’ abusante. In alcuni momenti è stato tolto spazio alle canzoni per virare nella direzione di un talk show urlato e di una tribuna inopportuna, generando dal punto di vista psicologico sentimenti negativi nei telespettatori. Non ho potuto fare a meno di notare anche la mancanza dei fiori sul palco, che una volta conferivano un tocco gradevole di gentilezza. Per il futuro, anche alla luce dei risultati dell’indagine condotta, è assolutamente da auspicare a Sanremo una presenza femminile più marcata: possibilmente non donne-oggetto, ma talentuose e meritevoli di stare sul palco”.
Tutti gli intervistati, infine, convengono su un fatto incontrovertibile: al di là della tipologia di conduzione, il desiderio condiviso da un plebiscitario 67% è che a Sanremo torni protagonista la musica, quest’anno ingiustamente oscurata dai monologhi di Adriano Celentano e dalle conseguenti polemiche. Tant’è che il 56% degli intervistati ha ritenuto il livello qualitativo delle canzoni più che valido, mentre un 32% vorrebbe più innovazione e più tipologie musicali in gara.

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di Redazione
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