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Sanremo apre ai dialetti, Zaia soddisfatto


Sanremo apre ai dialetti, Zaia soddisfatto
14/11/2009, 13:11


SANREMO - “In barba alle cornacchie e agli elegantoni della lingua, il più importante Festival della canzone si apre alle lingue materne, rompendo un tabù vecchio di 60 anni. Ne sono felice”. Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta la notizia dell’apertura alle canzoni in dialetto nel regolamento della prossima edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 16 al 21 febbraio prossimi.
“Una lingua è tale quando diventa non solo veicolo di comunicazione, ma anche strumento di espressione. In tante regioni e province italiane – dichiara Zaia – il dialetto è utilizzato per parlare in famiglia, con gli amici, per rivolgersi al parroco, al medico o per chiedere un’informazione. Da sempre, nelle osterie e nelle feste popolari grandi e piccole delle regioni italiane, si canta nei diversi dialetti. Esistono Festival, teatrali o musicali, interamente pensati e costruiti in lingua materna che attirano migliaia di turisti ogni anno. E che oggi sia finalmente permesso cantare a Sanremo in lingua materna è un passo importante per la valorizzazione di queste lingue che è sempre stata, per noi della Lega, molto più che una provocazione. A differenza di quanto hanno sostenuto e sostengono ancora oggi certi passatisti, scandalizzati dall’idea di aprire le scuole e la RAI agli idiomi del territorio, la lingua è un corpo vivo. Tutelare quelle materne – conclude il Ministro - significa ravvivare ogni giorno, con orgoglio, la memoria, la cultura, la storia dei singoli territori. Significa difenderne l’identità”.

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di Redazione
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