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Sant'Anastasia, mostra su Garibaldi


Sant'Anastasia, mostra su Garibaldi
06/02/2012, 14:02

Inaugurata la “mostra commemorativa di libri, documenti e manifesti” allestita presso il Convento di Sant’Antonio, dal titolo:Giuseppe Garibaldi e l’Unità d’Italia.
Presente il sindaco, Carmine Esposito, gli assessori Veruska Zucconi e Ciro Castaldo, la consigliera comunale Giustina Maione e il direttore del Bicentenario Luigi De Simone, accolti dal parroco padre Giacomo Verrengia, la mostra ieri sera ha aperto ufficialmente i battenti della sala adiacente alla chiesa dei padri francescani di Sant’Antonio.
La mostra è stata curata da Vincenzo Spadaro, che si occupa della Biblioteca del convento, ed “è stata ideata a favore soprattutto degli studenti, che potranno visitarla tutti i giorni fino al 18 febbraio. Per i cittadini e turisti sarà aperta dalle 16,30 alle 18,30 e consiglio di vederla perché c’è materiale d’epoca molto interessante. L’idea – dice Spadaro - mi è venuta visitando la mostra fatta a San Giorgio ed infatti a quei documenti e manifesti abbiamo aggiunto i libri e i documenti della nostra biblioteca”.
“Non ci sarebbe storia senza serate come questa, una prosecuzione del Bicentenario che abbiamo festeggiato per quasi un anno mettendo in luce i nostri valori e la nostra storia - dice il sindaco Carmine Esposito. Garibaldi ha contribuito di persona all’unità d’Italia insieme a tanti altri nomi illustri. Dobbiamo ripercorrere le tappe fondamentali della nostra terra per conoscerle e preparare un futuro migliore”.
Manifesti, foto dei “mille”, codici, spartiti musicali, libri, di cui una ventina di proprietà della Biblioteca conventuale portano il visitatore a scoprire gli anni garibaldini.
L’autografo inedito di Giuseppe Garibaldi, scritto da Caprera il 7 ottobre 1869, balza agli occhi:“Eliminare il bugiardo e il sacrilego, … ostacolo pessimo all’unità morale delle nazioni. Istituire l’unità morale delle Nazioni”. Garibaldi inizia la sua epistola a Ricciardi indicandogli due obiettivi precisi per l’anti concilio da tenersi a Napoli, dice poi di essere per la religione del vero e termina coll’affermazione: istituire l’unità morale delle nazioni.
La lettera non è l’unico documento per il quale vale la pena di visitare la mostra, ma è preziosa per il periodo storico in cui è stata scritta:
Mentre a Roma si apriva il Concilio Ecumenico Vaticano I (1869-1870), lo stesso giorno (8 dicembre 1869), Giuseppe Ricciardi (1808-1882) apriva a Napoli un «anticoncilio» massonico, cui aderirono illustri uomini di mondo e di cultura d'Europa; vi era anche Giuseppe Garibaldi (1807-1882), anticlericale per eccellenza! A. S. Morin inviò una lettera nella quale auspicava che «l'infame papato cesserà d'insudiciare la nobile terra d'Italia», indicando come méte dell’Assemblea anticonciliare «la libertà di discussione, di riunione, di stampa e di culto», in contrapposizione all'idea cattolica che «la libertà non appartiene che alla verità e che l'errore non ha alcun diritto». Giuseppe Garibaldi, Gran Maestro Onorario del Grand'Oriente di Firenze 2, inviò due lettere nelle quali malediceva «le turpi menzogne» del Vaticano. Il 16 dicembre 1869, si giunse ad una dichiarazione di principî riguardante soprattutto quattro punti fondamentali: l'autonomia dello Stato dalla religione, la conseguente abolizione di ogni Chiesa di Stato, il distacco dell'istruzione da ogni intervento religioso, e infine l'indipendenza della morale dalla religione. Se osserviamo attentamente tali propositi, scopriamo --- che il programma massonico è stato compiuto e completato attraverso il Nuovo Concordato tra Stato e Chiesa (ratificato il 18 febbraio 1984), tramite i due autorevoli firmatari Craxi-Casaroli.

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di Redazione
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