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Sant'Anastasia, spettacolo in ricordo di "zio Bartolo"


Sant'Anastasia, spettacolo in ricordo di 'zio Bartolo'
15/09/2010, 14:09


SANT'ANASTASIA (Na) - Insieme al teatro Metropolitan per ricordare “zio Bartolo”. Anastasiano non famoso per scoperte o eccezionalità, famoso perché semplice ed aperto a tutti. L’appuntamento è per venerdì 17 settembre, alle 20,00. Una serata aperta a tutti i cittadini, fatta di musica e canzoni, una serata di spettacolo gratuito voluta dalla famiglia di Bartolo Perrella, recentemente deceduto a 62 anni, lasciando un vuoto in molti che lo amavano e amavano il suo spirito libero. Notissimo il suo slogan “…tutto pagato”, con il quale invitava con un sorriso a pagargli un caffè. Già, perché la sua filosofia di vita era: non pago io perché sono nel quarto di mondo in cui devi essere tu ad offrire.
Notissimo in città a tal punto da avere un fan club su Facebook, ricco di messaggi positivi.
E, per ricordarlo, è stato “ingaggiato” un altro personaggio, noto a Sant’Anastasia per aver dedicato la sua vita all’arte del canto e della musica: Giovanni Vitale, 62 anni, anastasiano doc, in arte Jouan La Makkia. Sul palcoscenico del Metropolitan allieterà la serata, con la partecipazione straordinaria del M° Ciro Perna, autore e compositore giovane, che ha già “intascato” vari successi musicando brani per vari cantanti napoletani e non solo.
“Mi è stato chiesto e sono ben felice di fare lo spettacolo in ricordo di zio Bartolo – afferma Giovanni Vitale – perché è stato un uomo caro a tutti in paese. Proporrò il mio repertorio e spero che sia per tutti una bella serata”.
Vitale scoprì a 20 anni di avere una bella voce. “E’ stato un caso. Ero ad un matrimonio e mi hanno fatto cantare con l’orchestra di Sabbatino Liguori. E’ iniziata lì la mia carriera. Dal 1968 al ’90 ho lavorato con loro. Poi con il M° Tony Sorrentino e… ho iniziato da solo a dedicarmi ai piano bar, accompagnato da vari artisti”
Chi tra questi ti ha lasciato un ricordo particolare?
“Tra tutti, Claudio Villa. La prima volta l’ho incontrato a Napoli, tramite l’orchestra Liguori, in una festa di piazza negli anni ’80. Poi ho avuto il piacere di essere in tournee con lui in Puglia e Calabria. Ricordo anche Antonio Buonuomo, Giulietta Sacco, Mario Trevi, Sergio Bruni, Mario Merola. Con loro non ho lavorato, ma li ho incontrati sempre in occasioni delle loro esibizioni in piazza, perché magari noi ci esibivamo prima per preparare il pubblico al loro ingresso sul palco”.
Hai, per questo, amato le canzoni napoletane?
“Le canzoni classiche napoletane e quelle italiane degli anni ’60, che secondo me non tramontano mai e tutt’ora le propongo ad ogni tipo di pubblico. Il mio cantante preferito è e sarà sempre Peppino Di Capri, il signore del canto e della napoletanità”.
I tuoi impegni attuali….
“Negli ultimi tre anni, anche se ho avuto l’occasione di fare dischi e non l’ho fatto, mi sono dedicato a fare spettacoli e a scoprire talenti. Ho, infatti, conosciuto una stilista, Elvira Cantone, che ha una voce splendida e vorrei si affermasse. Con lei ho lavorato anche a Sant’Anastasia, il mio paese, che amo e che mi porta anche a cantare gratis appena mi chiamano. Lo amo anche perché ormai tutti i cittadini mi seguono e mi danno soddisfazioni. Cito ad esempio le ultime manifestazioni: il 14 agosto in piazza Marconi è stata una serata stupenda, bella. La Cantone ha avuto successo, io avevo una voce quella sera che mi ha permesso di cantare per 3 ore e mezza senza soste e la folla è rimasta incollata alla piazza! Lo stesso è successo il 19 agosto scorso in piazza Cattaneo e il 20 in piazza Arco. Tre serate che non dimenticherò facilmente, perché sono come una ciliegina sulla torta della mia carriera. Essere “amato in Patria” non è facile! E devo ringraziare l’Amministrazione Comunale e il Sindaco in particolare, del quale sarò per sempre amico, come dice la canzone di Celentano che abbiamo cantato insieme in piazza Cattaneo”.
Hai un sogno nel cassetto?
“Più che un sogno, un consiglio. Un consiglio ai giovani: è bello cantare, fatelo sempre, sia per stare insieme, sia per coltivare i vostri talenti. Ve lo dice uno che non ha intenzione di lasciare mai, finché avrò voce canterò sempre”.

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di Redazione
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