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Infuocata conferenza stampa sul futuro del giornalista

Santoro: "La Rai dica se accetta l'accordo o se continua Annozero"


Santoro: 'La Rai dica se accetta l'accordo o se continua Annozero'
07/06/2010, 13:06

ROMA - Quello che si preannunciava, è stato. Una conferenza stampa di Michele Santoro con cui intendeva spiegare la situazione, dopo le tante, troppe indiscrezioni - spesso a proposito - che sono fuoriuscite a proposito dell'accordo, ancora in sospeso, tra lui e la Rai per una eventuale buonuscita del giornalista dall'azienda di Viale Mazzini. Ed è stata una conferenza dai toni duri. Il nucleo l'ha detto più volte, nel corso dell'intervista: per l'anno prossimo, o la Rai accetta l'accordo oppure ci sarà un altro anno di Annozero; dopo di che la Rai potrà scegliere se fare o no Annozero a partire dalla stagione 2011-2012 oppure Santoro si dichiara disposto a lasciare libero il suo editore, a condizione di non avere limiti oppure ostacoli di sorta, in modo di poter tornare al suo lavoro di autore televisivo.
Ma non sono mancati gli attacchi contro i giornali e i giornalisti che hanno riferito il falso. Per esempio, quando ha parlato delle cifre sulla buonuscita, ha detto: "Insomma tutti prendono la liquidazione, ma io che devo fare la devo devolvere a Paragone?". Così come Santoro poi ha attaccato l'azienda chiedendo di mettere in Rete i compensi dei conduttori televisivi: "E' giusto che tutti gli stipendi vengano messi in rete. Voi siete appassionati ai miei guadagni, ma non a tutti quelli della Rai. Io chiedo al presidente Garimberti di rendere pubblici tutti gli stipendi, così ne vedremmo delle belle, anche sulle consulenze... In questo modo potremmo sapere anche quanto ha percepito quell'altro conduttore famoso... Non solo la voce più bassa del suo stipendio, ma quanto ha percepito. Tanto non c'è neanche un problema di privacy".
E ha chiesto al direttore della Rai, Paolo Garimberti, di essere chiaro su quale sarà il futuro di Annozero all'interno della TV pubblica. Aggiungendo: "La cosa che più rimprovero alla Rai è di essere diventata la brutta copia di Mediaset".

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di Antonio Rispoli
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