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Continuano le polemiche sulla puntata della settimana

Santoro, nuovo record: Annozero supera i 7 milioni di spettatori

Il Pdl fa intervenire anche l'Agcom

Santoro, nuovo record: Annozero supera i 7 milioni di spettatori
28/01/2011, 13:01

ROMA - Nuova puntata dei record, per Annozero, condotta da Michele Santoro. Le rilevazioni Auditel gli danno uno share del 25,72% pari a poco più di 7 milioni di persone che in media hanno seguito la trasmissione. Un nuovo record anche per la rete, che ha una media di poco superiore al 10%.
Intanto non diminuiscono le polemiche sia sulla puntata che sulla telefonata del dg Rai Mauro Masi, avvenuta ad inizio puntata.
In particolare oggi si sono fatti sentire anche i consiglieri di minoranza del CdA Rai. Intervistato a Radio Città Futura, Nino Rizzo Nervo ha definito Masi un succedaneo di Berlusconi: "Siamo abituati alle sortite del presidente del Consiglio lui le fa e poi i conduttori si regolano come credono. Quando invece è un direttore generale che telefona a una sua trasmissione, o ha il coraggio, ritenendo di essere nel giusto, di prendere delle decisioni, oppure dà l'impressione di averlo fatto per far sapere a qualcuno all'esterno che lui non c'entrava con quello che andava in onda. Così non si fa il direttore generale. Spero che, una buona volta, si renda conto della sua imperizia rispetto al ruolo che ricopre e al più presto tolga il disturbo''.
Parole dure anche dal consigliere Rai Giorgio Van Stratten: "Di fronte all'imbarazzante telefonata fatta ieri sera da Mauro Masi a Michele Santoro, sento anch'io l'esigenza di dissociarmi, non dalla trasmissione ovviamente, ma da un direttore generale che riesce nello stesso momento a compiere un atto di inaccettabile prevaricazione verso chi fa il proprio mestiere e a mettere in ridicolo se stesso e l'azienda".
Interviene però anche l'Agcom, dietro iniziativa dei consiglieri Antonio Martusciello, Stefano Mannoni, Enzo Savarese e Roberto Napoli. Sotto accusa le puntate di Annozero del 20 e del 27 gennaio, perchè hanno violato i profili di "obiettività, completezza, lealtà, imparzialità dell'informazione, nonché di presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo tale da favorire la libera formazione delle opinioni".

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di Antonio Rispoli
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