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Travaglio: "Non nutro la tua fiducia nel pubblico"

Santoro risponde a Travaglio: "Non te la prendere, resta"



Santoro risponde a Travaglio: 'Non te la prendere, resta'
23/02/2010, 12:02

ROMA - Botta e risposta, sul "Fatto Quotidiano" tra Michele Santoro e Marco Travaglio. Dopo la lettera aperta pubblicata sabato scorso, nella quale il giornalista torinese spiegava i perchè della sua reazione aggressiva, nel sentirsi insultato dal vice direttore del Giornale Nicola Porro e dal direttore di Libero Maurizio Belpietro, tocca a Santoro rispondergli, in maniera altrettanto pubblica. E Santoro fa presente che la presenza di Travaglio è importante, nel programma, ma ovviamente, se ne può fare a meno: "Siamo diversi e con diverse opinioni su molte cose: legalità, moralità, libertà e televisione. Eppure forse proprio per questo siamo riusciti a diventare amici e, per un pezzo importante della nostra vita, a combattere fianco a fianco contro la censura. E’ questo l’unico vero miracolo compiuto da Silvio Berlusconi. Vivrei una tua decisione di prendere le distanze da Annozero con grande amarezza ma non per ragioni personali: perché sarebbe, in primo luogo, un torto fatto a un pubblico assai grande e, in secondo luogo, un ulteriore arretramento del confine del proibito che ormai comprende quasi tutti i fatti più scottanti riguardanti i potenti in Italia. Non sarebbe tuttavia una tragedia o una catastrofe irreparabile. Nel corso della mia lunga esperienza televisiva tanti miei amici e collaboratori hanno scelto o dovuto scegliere di percorrere altre strade. E’ stata sempre per tutti un’occasione di rinnovarsi, una sfida per allargare gli orizzonti di quel laboratorio del quale sentiamo comunque di continuare a far parte".
Poi parte un amichevole rimprovero: "Hai saputo schivare e anche incassare molti colpi bassi ma questa volta è bastata una banalissima insinuazione di Porro (e non un’aggressione squadristica) per farti perdere il lume della ragione. Hai frequentato un sottufficiale dell’Antimafia prima che venisse condannato per favoreggiamento. Scusa, qual è il problema morale?", chiede Santoro.
Sul quotidiano anche la risposta del Travaglio, sintetica, ma efficace: "Su un punto, com’è naturale, siamo profondamente diversi: sul modo di difendere la nostra onorabilità. Tu preferisci farlo in separata sede legale, liquidando pubblicamente con una battuta ironica le calunnie che ti vengono rovesciate addosso. Io invece mi prendo tutte le critiche di questo mondo, ma le falsità, le diffamazioni, le calunnie quelle no, non riesco proprio a farmele scivolare addosso: non nutro la tua stessa fiducia nel “pubblico” che saprebbe tutto e riuscirebbe da solo a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Quando milioni di persone sentono dire che frequento mafiosi, penso che una parte di esse si aspetti una reazione proporzionata alla gravità dell’accusa, e se la reazione non arriva si fanno l’idea che qualcosa di vero ci sia. Per questo ho detto che occorrerebbe del tempo per rispondere. Ma quel tempo non te lo posso chiedere perché, nella partita di Annozero, sarei costretto a giocarne un’altra, privata. Di qui il mio disagio, che ho messo nero su bianco l’altro giorno".
E sinceramente non mi sento di dare torto a Travaglio. Pochi sono quelli che si informano su Internet, i più hanno come unico aggancio alla realtà la TV. Se qualcuno dice cose inesatte o false in TV, come hanno fatto Porro e Belpietro con riferimento alle presunte frequentazioni di Travaglio, non è detto che si sappia che lo siano

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di Antonio Rispoli
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