Cultura e tempo libero / Teatro

Commenta Stampa

Scarafaggi e Caramelle in scena al Centro per l’infanzia Lilliput


Scarafaggi e Caramelle in scena al Centro per l’infanzia Lilliput
17/05/2012, 11:05

Sabato 19 maggio, alle ore 19,30, presso il Centro per l’Infanzia Lilliput di Nettuno, Roma, l’Associazione “Teatroshock”, che si occupa di formazione alla Teatroterapia in ambito riabilitativo, metterà in scena l’atto unico “Scarafaggi & Caramelle”. Lo spettacolo rappresenta il momento conclusivo del lungo e ambizioso Progetto Formativo “Mondocane!”, ideato dallo psichiatra Gianluca Ficca, dal regista teatrale Marcello Cotugno e dalla psicologa e psicomotricista Gaia Vernassa.
La pièce è incentrata sulla smaniosa attesa di un ragazzino della selezione finale per un Reality Show. Nel frattempo, sua madre cerca di sostenerlo e raccomandarlo, mentre, a molti chilometri di distanza, il padre, ormai pentito di avere lasciato la famiglia quando suo figlio era ancora piccolissimo, intraprende un viaggio (con i relativi suoi incontri e inconvenienti) che lo porterà ad essere finalmente presente, almeno in un momento così importante. Ricordi, sogni e premonizioni dei personaggi si intersecano e sovrappongono come parti di un inconscio collettivo che contiene rimorsi, speranze, passioni, paure.
Un plot dunque estremamente semplice, minimale, che però sintetizza l’enorme quantità di materiale autobiografico emerso durante gli incontri del Laboratorio attraverso il format “Mondocane!” .
Il principale elemento di originalità del Progetto risiede nell’avere coinvolto nei Laboratori e nella realizzazione della piéce, dopo una serie di stage didattico-esperienziali con gli studenti, anche gli utenti di tre centri dove si opera nella Riabilitazione (per la precisione, la Comunità per le Tossicodipendenze “AIVA” di Nettuno, la Comunità Psichiatrica “SIPI-Intehrazioni” di Casoria e l’Istituto di Accoglienza per l’Infanzia “Don Bosco” di Napoli).
I Laboratori di Teatroterapia sono stati dunque condotti parallelamente in sedi diverse e la drammaturgia finale risulterà dall’unione di “frammenti” di storia, nella cornice di uno spettacolo teatrale inteso come processo rituale e ricostruttivo : un processo che si ispira alle grandi cerimonie aborigene, in cui ciascuna tribù, depositaria di un pezzo del Mito, lo mette a disposizione delle altre solo durante una festa comune.
 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©