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Acting out di scena al Teatro Elicantropo

Se la cellula malata della società coincide col 'rassicurante' nido familiare

Tratto dalla "Trilogia dell'anima"

Se la cellula malata della società coincide col 'rassicurante' nido familiare
23/04/2012, 16:04

Sarà in scena, in prima assoluta al Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 26 aprile 2012 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 29), Acting out, uno spettacolo tratto dalla “Trilogia dell’anima” di Arnolfo Petri che per l’occasione si misura nel triplice ruolo di autore, attore e regista. In scena con lui Diego Sommaripa, Anita Laudando e Lucia Stefanelli Cervelli. Acting out, letteralmente “buttare fuori”, è un termine con cui la moderna psicanalisi definisce azioni spesso impulsive, che, improvvisamente, travolgono l’abituale vissuto di un soggetto. Una sorta di meccanismo di protezione dall’angoscia che, spostando il conflitto tra l’Io e il mondo esterno, scarica coattivamente con l’azione la tensione conflittuale. Negazione, dunque, del pensiero tramite l’azione. Una sindrome apparentemente circoscritta e, invece, molto più diffusa e strisciante di quanto si possa immaginare. Trova la sua rappresentazione più frequente tra le tranquille mura domestiche, dove tutto appare ovvio e rassicurante e dove, invece, si annida la violenza più bieca e sottile. In scena, Massimo e Milena, fratello e sorella, facce contrapposte di una “vita soffocata” tra le scialbe sicurezze di un monotono nucleo familiare, sono i protagonisti di questa vicenda. Su di loro una madre chiusa in un silenzio ossessivo, dopo la morte violenta del marito, e un unico amore, Andrea, oggetto del contendere violento tra di loro.Lo sfondo è una vecchia casa destinata all’abbattimento, ai margini di un quartiere trasformato in discarica abusiva a cielo aperto. Due rabbie inghiottite e mai vissute e, proprio per questo, sorde, silenti ma, non per questo, meno rabbiose. La maternità negata di Milena, ritenuta incapace di intendere e volere da suo fratello, quindi privata del suo bambino, e l’amore negato da sua madre per Massimo, da lei rifiutato perché omosessuale. E allora basta una scintilla, un impercettibile mutamento, come gli occhi verdi di Paolo, un ambiguo homeless vagamente somigliante ad Andrea, capitato per caso in quella casa, per scatenare l’acting out e una miscela irrefrenabile di tragedie. L’allestimento, presentato da Accademia Teatrale Il Primo e Compagnia Arnolfo Petri, si avvale delle scene di Armando Alovisi, le musiche originali di Marco Mussomeli, i costumi di Roberta Mattera.
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali) e ore 18.00 (domenica)
Info e prenotazioni al numero 081296640 email teatroelicantropo@iol.it

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di Rosa Vetrone
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