Cultura e tempo libero / Tv

Commenta Stampa

Rai3 con ascolti dimezzati, per l'assenza di Ballarò

Senza talk show, gli ascolti in Rai crollano


Senza talk show, gli ascolti in Rai crollano
04/03/2010, 13:03

ROMA - Sono solo tre giorni, da quando è iniziato il bavaglio ai talk show della radio; ma già in Rai è allarme rosso, per il crollo dei dati Auditel. Bruno Vespa, col suo "Porta a Porta", normalmente raggiunge il 13-14% di share in media, un dato comunque basso, perchè a quell'ora il totale dei telespettatori diminuisce. Ma i telefilm che stanno andando in onda non arrivano al 10% di share. Ancora peggio su Rai3, dove Ballarò arriva anche al 20%, il martedì; il documentario "L'altra storia" sul fascismo, trasmesso martedì scorso, ha a mala pena superato l'8%. Mentre non si sa ancora come sostituire trasmissioni come Annozero: questa sera al suo posto verrà trasmesso il film "La carica dei 101", ma è difficile pensare che possa raggiungere i 5 o 6 milioni di spettatori che sono lo share standard di Annozero. Più facile sostituire Lucia Annunziata, con il suo programma "In mezz'ora", basterà ampliare "Geo&Geo". Ma come sostituire "L'ultima parola", di Paragone? Lo spostamento de "Il fatto del giorno" è stato escluso dal no di Monica Setta; quindi, resta ancora il punto interrogativo da risolvere nelle prossime 24 ore.
Il problema è che il grosso delle entrate di una TV deriva dagli introiti pubblicitari, che a loro volta sono condizionati dallo share del programma. Più un programma ha uno share alto, più gli spot costano. Ma se io pago per un certo share, non posso essere felice di avere uno share di molto inferiore. Quando nel 2002 ci fu l'editto di Sofia, con cui Berlusconi ordinò di cacciare dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi, la trasmissione di Santoro fu sostituita da Excalibur, condotta dal giornalista Antonio Socci. La trasmissione aveva ascolti talmente inferiori a quella per cui gli sponsor avevano pagato (tra il 9,8% della prima puntata e il 5,6% dell'ultima), che costrinsero la Rai a sospendere la trasmissione. Anche senza arrivare a questi estremi, quanti soldi perderà la Rai (e quindi noi cittadini, visto che la Rai è pubblica) per questi crolli di audience? E quanti soldi guadagnerà Mediaset, che assorbirà la pubblicità che la Rai perderà in questo mese? Nessuno ha niente da dire, visto che questo bavaglio all'informazione è stato deciso da cinque persone nominate nel CdA della Rai dal proprietario di Mediaset, anche se attraverso la maggioranza parlamentare e il Ministro del Tesoro?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©