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Serge Latouche e le buone pratiche della FICS


Serge Latouche e le buone pratiche della FICS
18/01/2012, 16:01

La rete delle associazioni, delle cooperative e degli enti no-profit aderenti alla FICS (Federazione internazionale città sociale) ha invitato il teorico della decrescita in Campania per promuovere un confronto ed una riflessione sui temi della crisi dello sviluppo e sulla connessione scientifica, culturale e pratica fra ecologia sostenibile, equità sociale e partecipazione. Ecco il calendario degli incontri che avranno come protagonista il teorico della “decrescita”, inseriti nel percorso di avvicinamento alla Terza conferenza internazionale sulla decrescita che si terrà a Venezia dal 19 al 23 settembre 2012.



Giovedì 19 gennaio (ore 9.00, via Sant'Eframo Vecchio 54 – Napoli) presso la sede Fics si terrà un confronto sui nodi teorici più significativi posti dalla decrescita e le buone pratiche realizzate in Campania dalla Fics (fattoria sociale e parco etologico, distretto integrato territoriale e servizi di cittadinanza, uso sociale dei beni confiscati, pratiche di microcredito).

“La FICS sta promuovendo da circa un anno una riflessione sul rapporto fra buone pratiche sociali e crisi del modello di sviluppo – dichiara il presidente Salvatore Esposito - a partire dai diritti sociali esigibili, dal lavoro e dalla sua precarietà, dal nuovo sguardo del pensiero della differenza sulla vita personale, professionale e politica delle donne e degli uomini della federazione”. “Alla nostra comunità di operatrici ed operatori sociali e culturali – continua Esposito - sembra necessario mettere in discussione più rigorosamente e più analiticamente la cultura occidentale dello sviluppo e dei consumi”.



E sempre giovedì 19 gennaio, nel pomeriggio (ore 17,00, Palazzo Vescovile in piazza Libertà 19 – Avellino) Latouche sarà ad Avellino per incontrare il vescovo Sua Eccellenza Francesco Marino, il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, il vicepresidente della Regione Campania, Giuseppe De Mita, e i quattro sindaci che hanno sottoscritto un accordo di programma con la FICS: Antonio Aufiero, (Pratola Serra), Massimiliano Carullo (Mercogliano), Angelina Spinelli (Santa Paolina) e Saverio Russo (Roccabascerana). Tema della conferenza di comunità “Quale domani per la sopravvivenza del pianeta? Risorse finite e consumi insostenibili impongono al presente una nuova etica della responsabilità verso il futuro”. L’economista francese ne discuterà anche con lo scrittore-paesologo Franco Arminio. Prima dell’incontro il professore Latouche visiterà il cantiere della Fattoria sociale e del Parco etologico, incontrerà una delegazione degli operai dell’Irisbus (testimonianza concreta dell’insensatezza della politica economica).



Infine venerdì 20 gennaio (ore 11.00, Palazzo Capano – Pollica) nel Cilento, l’ultima tappa, dedicata all’esperienza di un Comune simbolo e di una pratica della legalità particolarmente significativa. Ospite del sindaco Stefano Pisani, Serge Latouche incontrerà amministratori locali, studenti, rappresentanti istituzionali. Nel corso dell’iniziativa verrà proposto il “Manifesto Mediterraneo”: cinque idee per un'altra convivenza, che nella prossima primavera sarà presentato contemporaneamente in alcune città europee e mediterranee.

Gli incontri sull’impronta ecologica ed etologica sostenibile, con Serge Latouche, continuano il percorso di riflessione avviato dalla FICS nel 2011, dedicato ai temi e ai nodi teorici ricorrenti nell’azione concreta: la differenza di genere, la crisi del lavoro operaio e sociale, la qualità delle relazioni tra le persone, l’etica della responsabilità, la cultura contro la dittatura dell’economia e della finanza, la effettiva esigibilità ed indivisibilità dei diritti.





Serge Latouche



Serge Latouche (Vannes 1940) è professore emerito di Scienze economiche all’Università di Paris-Sud. Specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali. È stato tra i fondatori della rivista antiutilitaria «Mauss» e ispiratore teorico del Movimento per la decrescita. Tutti i suoi libri principali sono apparsi in Italia presso Bollati Boringhieri. L’ultimo pubblicato a gennaio 2012, solo pochi giorni fa, si intitola “Per un’abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita”. Gli altri sono L’occidentalizzazione del mondo (1992), Il pianeta dei naufraghi (1993), La Megamacchina (1995), L’altra Africa (1997 e 2000), La sfida di Minerva (2000), Giustizia senza limiti (2003), Il ritorno dell’etnocentrismo (2003), Come sopravvivere allo sviluppo (2005), Breve trattato sulla decrescita serena (2008), L’invenzione dell’economia (2010) e, con Enzo Barnabà, Sortilegi. Racconti africani (2008). Autore di numerosissimi saggi tradotti in italiano, Latouche sostiene che lo sviluppo scelto dall’Occidente ha ormai esaurito tutte le sue possibilità, dilapidando in modo irreversibile risorse naturali non rinnovabili, e auspica l’adozione di scelte volte a costruire una società non ossessionata dal consumismo e libera dalle imposizioni della globalizzazione finanziaria priva di regole etiche. Senza immaginare una regressione o un impoverimento, Latouche descrive la possibilità concreta di una felicità sociale slegata dal possesso e dal consumo dei beni materiali e misurata, invece, sul perseguimento del bene comune, sul rispetto della natura, sull’adozione di forme di convivenza ispirate alla ragionevolezza e non alla razionalità.

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di Redazione
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