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Tante potenzialità inespresse nel programma

"Servizio Pubblico" sempre più simile a "Porta a Porta"


'Servizio Pubblico' sempre più simile a 'Porta a Porta'
19/11/2011, 17:11

Siamo arrivati alla terza puntata di Servizio Pubblico, il programma creato da Michele Santoro e che viene trasmesso in multipiattaforma: su un network di Tv locali e sul web. Doveva essere una grande novità e potenzialmente lo era; invece sta deludendo.
In effetti, al di là della qualità della conduzione, che resta molto alta, è l'organizzazione del programma che non va. Perchè Santoro sta facendo la stessa trasmissione che faceva ad Annozero, solo che ha raddoppiato le "incursioni" di Marco Travaglio e di Vauro; e soprattutto ha smesso di avere ospiti che creassero più o meno un equilibrio. Finora, in tre puntate, ha invitato quasi esclusivamente persone che andavano contro il governo, con la sola eccezione di Vittorio Feltri (al quale però era contrapposto Travaglio, che l'ha scavalcato di parecchie spanne). Anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, pur essendo della Lega Nord, è praticamente un eretico, dato che è uno dei pochi che va per la sua strada (sia pure con molte esitazioni).
Anche quella che doveva essere la novità, cioè l'intervento di alcuni "sconosciuti" messi tra il pubblico, finora si è rivelato un fallimento. Quelli che hanno parlato, sono stati inconcludenti o dischi rotti o entrambe le cose. Come nella puntata del 17 novembre, quando ci sono stati diversi interventi di una ragazza che diceva che bisognava espropriare Berlusconi di tutte le sue proprietà. Io sono l'ultimo al mondo che può essere sospettato di simpatie berlusconiane, ma una cosa del genere è impraticabile, senza una sentenza che provi - come dice la legge, al di là di ogni ragionevole dubbio - che tutte le proprietà del premier sono frutto di reati. Ci sono parecchi indizi in proposito (i 150 miliardi di lire nominali che ignoti hanno versato in contanti sui conti di Berlusconi tra il 1976 e il 1985 - iniziarono poco dopo un incontro, raccontato da alcuni pentiti ma non comprovato da prove oggettive, a Palermo tra Bontate, Terenzi, Dell'Utri e lo stesso Berlusconi - tanto per cominciare), ma prove certe nessuna.
Insomma, è un programma che sta diventando una pagliacciata: sempre meno informazione e più chiacchiere dove tutti appartengono allo stesso coro. Una copia di Porta a Porta, come sono solito dire, quando voglio indicare un programma dove viene esposta una sola tesi, senza contraddittorio. Per esempio, per tornare alla puntata di giovedì 17, se lo scopo era di parlare della democraticità del governo Monti, allora si invitano un paio di costituzionalisti ed un paio di giornalisti politici di pareri contrapposti, ovviamente scegliendoli tra persone educate e civili e non quei cafoni che stanno sempre in Tv a dare fastidio e ad interrompere quello che dicono gli altri. Anche gli ospiti "sconosciuti", farci due chiacchiere per farne una selezione non è una cattiva idea. Giusto per evitare che dicano le solite cretinate, portando invece un contributo fattivo alla discussione. Anche perchè qui la situazione è più delicata: i politici o i giornalisti, di solito sono abituati a stare in TV, intervengono senza problemi; il blogger o quello che su Facebook crea la pagina di successo non ha la stessa dimestichezza, rischia di sentirsi a disagio, oppure di esaltarsi troppo, rovinando magari le buone intenzioni della vigilia.
Chiaramente, inutile sperare che Michele Santoro legga questo editoriale, per capire che sta sbagliando. Ha tante qualità, ma ha anche un notevole ego e non è il tipo da accettare consigli e correzioni; men che meno da un perfetto sconosciuto come il sottoscritto. Eppure le potenzialità per fare una trasmissione di livello molto superiore, semplicemente spostando qualche dettaglio, ci sono. Come successe a "Rai per una notte", la trasmissione fatta durante il bavaglio all'informazione imposto dalla Rai in occasione delle elezioni regionali nel 2010. Perchè ci fu un boom? Perchè intervennero una serie di personaggi (anche se in quel caso erano tutti noti o notissimi) che sapevano stare in scena e portarono avanti la trasmissione oservando le varie sfaccettature dell'argomento della serata (che era la censura). E' chiaro che un parterre del genere non ci può essere ad ogni puntata. ma guardandosi intorno con attenzione, si può trovare di meglio di quanto si è visto finora.

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di Antonio Rispoli
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