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SETTE ANIME


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SETTE ANIME
21/01/2009, 19:01

Il nuovo film scommessa di Silvio Muccino ha fruttato in America 70 milioni di dollari (contro i 15 di un altro film-culto dello stesso "filone": 21 Grammi).  Dopo "La ricerca della felicità", il duo italo-americano di Will e Silvio, si muove alla ricerca del bis in quanto a record di incassi e plausi dalla critica (il primo "esperimento" americano Mucciniano, aveva infatti portato alle casse della produzione qualcosa come 160 milioni di dollari e messo d'accordo, con pareri positivi, la maggior parte dei critici di settore).

Questo secondo impasto exstracontinentale del regista italiano, pare però che non sia stato amalgamato con la stessa alchimia del primo. Dopo qualche settimana dalla prima, infatti, Sette Anime ha riscontratato pareri discordanti da parte della critica cinematografica che però, dispiace per Muccino e il suo coraggio, sono stati tendenzialmente negativi.

La storia è quella di Ben Thomas (Will Smith) che, dopo aver causato un grave incidente stradale nel quale hanno perso la vita la moglie e altre sei persone, viene del tutto schiacciato e devastato dai sensi di colpa; dalla voglia di redenzione. Una lista di sette persone (le "seven pounds", appunto) bisognose d'aiuto attraverso la donazione di organi, è l'unica cosa che riesce a dare senso alla vita oramai distrutta di Ben.

Durante il suo percorso di redenzione, però, il protagonista si innamora di Emily Posa (Rosario Dowson), anche lei all'interno della lista delle sette vite da salvare. Emily soffre di una grave malformazione cardiaca congenita e, la rarità del suo gruppo sanguigno, rende quasi nulle le sue possibilità di trovare un donatore compatibile prima che il suo cuore collassi definitivamente.

Ben è l'unico che può salvarla e, come estrema dimostrazione d'amore e suggello alla sua sconfinata voglia di redimersi, alla fine, si toglie la vita per poter donare (nel vero senso del termine) alla donna della quale si è appena innamorato, il suo cuore.

Una pellicola, quella mucciniana, che di sicuro scatena emozioni e sensazioni contrastanti ma che, forse, si fa contagiare dal vizio tutto hollywoodiano di spettacolarizzazione del dramma. Il merito di Muccino, però, sta di sicuro nell'aver osato (il film, date le premesse, poteva essere una grandissimo flop) e nel suo si spera sincero tentativo di trasmettere un valore assoluto, irrazionale; troppe volte banalizzato: l'amore. Sette anime è probabilmente un omaggio al romanticismo, quello vero, quello che non fa rima con sole, cuore e amore.

Il Will Smith plasmato dal regista italiano è in effetti una sorta di eroe romantico (anche se a volte un po' caricatura di se stesso) che, come ogni vero eroe romantico, alla fine muore a causa del sodalizio inscindibile con l'unico valore che, paradossalmente, lo tiene in vita: l'amore; appunto.

voto: 7

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di Germano Milite
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