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L’opera è di Filippo Timi e debutterà il 2 luglio

Shakespeare in una nuova versione: in dialetto perugino


Shakespeare in una nuova versione: in dialetto perugino
17/06/2011, 12:06

Filippo Timi riscrive in vernacolo perugino un pilastro della letteratura teatrale come Giulietta e Romeo e porta Shakespeare dalle rive del Tamigi a quelle umbre del Tevere. Lo spettacolo (sottotitolo: “mengolfi l’core, amore”) debutterà al teatro romano di Spoleto, per il Festival dei due mondi, il 2 luglio. Poi sarà anche al Morlacchi di Perugia in novembre per la stagione del Teatro stabile dell’Umbria, che lo ha prodotto.
Il legame di Timi con la sua città è notoriamente molto forte. Lo prova il fatto che l’attore è stato scelto come testimonial del lancio del logo della candidatura di Perugia e Assisi a capitale europea della cultura 2019. L’anno scorso Timi era stato iscritto all’albo d’oro della città, nella festa del 20 giugno, tra le personalità che si sono distinte nel campo della cultura e del sociale. La sua predilezione per il vernacolo, che ora lo ha spinto a “tradurre” il capolavoro di Shakespeare, lo ha indotto a spiegare in quella occasione, scherzosamente, che solo quando parla il dialetto non balbetta mai.
L’uso del volgare perugino però, come ha spiegato Timi, risponde anche ad altre finalità: “Con l’aiuto del volgare l’amore diventa terreno, carnale, vivace e totale. Il dialetto sporca di vita la poesia”. Ed ancora: “Il dialetto tradisce la bella lingua, le strappa il pizzo della forma, la lascia in mutande”. Ed è lui stesso a chiedersi, a proposito di questa singolare revisione della tragedia d’amore più famosa: “irriverente? Assolutamente sì!”.

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di AnFo
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