Cultura e tempo libero / Cinema

Commenta Stampa

Si è concluso il 5° Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli


Si è concluso il 5° Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli
19/11/2012, 09:05

Dopo 12 giorni di incontri, dibattiti e proiezioni che hanno portato ancora una volta Napoli al centro del mondo, confermandola Capitale dei Diritti Umani, si è conclusa questa sera la quinta edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, patrocinata dal Sindaco e dal Comune del capoluogo partenopeo. Oltre 5000 sono state le presenze registrate nei 26 appuntamenti della kermesse che si sono svolti dal 5 novembre tra il centro, le periferie e la provincia della metropoli.

 

L'appuntamento, aperto da un'esibizione del gruppo "Studio 92" coordinato dalla coreografa Alessandra Vacca, è stato intensamente partecipato dal pubblico della società civile, dalle Associazioni, dalle scuole partecipanti al concorso "La Scuola per l'Europa, Diritti e Cinema" e dagli "addetti ai lavori" del mondo del cinema, protagonisti del Concorso Cinematografico.

 

A condurre la serata finale sono stati Sabrina Innocenti e Antonio Borrelli, rispettivamente responsabili delle Sezioni Scuola e Cinema del Festival, con il contributo di Antonio Puzzi, responsabile dell'ufficio stampa della kermesse. Nel corso della cerimonia di chiusura sono intervenuti l'attrice afghana Sahar Parniyan, vittima di pesanti minacce e di un sequestro da parte dei talebani in seguito al ruolo da lei interpretato nella serie televisiva "Il ministro" e un folto gruppo del cast artistico e tecnico del film "Il muro celato" in uscita a novembre 2013 con il regista Alessandro Derviso, il produttore Franco Galizia e gli attori Danilo Rovani e Renato Paioli. Le riprese, in giro per l'Italia, porteranno alla realizzazione di una commedia drammatica che parte dalla questione razziale per poi spingersi verso tutte le forme di pregiudizio. Una storia drammatica e commuovente, con piccoli spazi di umorismo per condurre il pubblico su alcune importanti riflessioni.

 

In chiusura di serata, uno showcase di Diego Moreno accompagnato dai ballerini Fernando Cabrera e Fortuna, ha poi offerto al pubblico un assaggio dello spettacolo "TangoScugnizzo", in scena domani al Teatro Trianon di Napoli. Nel foyer della sala teatro dell'ex Asilo Filangieri, è stata inoltre allestita una degustazione di succhi di frutta offerta da Masseria Giò Sole.

 

A chiudere la rassegna è stato il coordinatore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, Maurizio Del Bufalo: «Il nostro - ha sottolineato Maurizio, ricordando le giornate della kermesse - è un Festival che vive per l'intero arco dell'anno grazie al lavoro di molte decine di persone. L'attenzione degli organi di informazione e il numero di presenze è notevolmente cresciuto in quest'edizione, segno dell'impegno organizzativo e della necessità avvertita dalla gente di parlare con testimoni di diritti umani violati provenienti da tutto il mondo. Protagonisti delle nostre giornate sono stati Biram Dah Abeid, leader della lotta alla schiavitù in Mauritania; Patrizia Moretti Aldovrandi, promotrice di una raccolta firme per ratificare una Legge sulla tortura, Sahar Parniyan e molti altri: essi sono venuti qui perché riconoscono Napoli una capitale dei diritti umani dove potere trovare ascolto e confronto. I film in concorso e quelli fuori concorso proiettati nelle giornate di Festival sono piccoli esempi di quanto, spesso, non viene intercettato dalla luce dei media. Il nostro Festival non chiede nulla, ma dà alla città una grande opportunità, fiduciosi che anche le Istituzioni ne condividano lo spirito e contribuiscano a renderlo sempre più patrimonio della collettività».

 

 

Il concorso scolastico, patrocinato dal MIUR - Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e dall'Assessorato all'Istruzione del Comune di Napoli e partecipato da oltre 30 lavori, ha decretato 9 vincitori in tre categorie attribuendo inoltre diverse menzioni speciali. A premiare gli emozionati allievi delle scuole accompagnati da docenti e dirigenti scolastici è stato Roberto Orazi, vincitore della scorsa edizione del Festival con il film "A mao e a luva - Storia di un trafficante di libri". Il suo lavoro, insieme a quello dell'altro vincitore dell'edizione 2011, "La polvere" di Giuseppe Carrieri, è stato oggetto di analisi da parte delle scuole partecipanti al Concorso per realizzarne locandine e schede critiche. Il tema scelto per il certame scolastico è stato "L'identità del territorio", declinato in modalità diverse per le scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado. Agli studenti vincitori sono stati dati in premio libri offerti da Tullio Pironti Editore e la partecipazione alla sezione Scuola del Faito Doc Festival 2013.

 

La Giuria del Concorso Cinematografico, composta dalla regista Antonietta De Lillo, dal giornalista Luca Rossomando, dalla direttrice della fotografia Francesca Amitrano, dal produttore Angelo Curti e da Florencia Santucho, direttrice Festival de Cine de Derechos Humanos de Buenos Aires. ha scelto come vincitori tra oltre 100 opere pervenute, il film "Zavorra" di Vincenzo Mineo per la sezione Human Rights Doc e il film "Non ridere, non piangere, non giocare" di Maurizio Losi per la sezione Human Rights Short. La “Menzione Giovani” attribuita dalla Giuria composta dagli studenti universitari è andata a "Il Mundial dimenticato" di Filippo Macelloni e Lorenzo Garzella mentre la “Menzione Specialededicata alla memoria di Vittorio Arrigoni e Juliano Mer Khamis, assegnata dal Comitato Selezionatore del Festival all’opera più originale per il linguaggio e coraggiosa nel raccontare storie e situazioni di attivismo civile, è stata attribuita a "El Gigante" di Andrea Ciacci, Bruno Federico e Consuelo Navarro. I vincitori avranno in premio la partecipazione alla XV edizione del Festival de Cine de Derechos Humanos de Buenos Aires del 2013.

 

Vincenzo Mineo, nel ringraziare la Giuria per la scelta ha voluto sostenere il Festival con le sue parole: «Il vostro è un grande lavoro. Grazie per la vostra sopravvivenza, mi auguro che una rassegna come questa possa non sopravvivere, ma vivere». 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©