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Si chiude con la creatività partenopea "Quelli che la Danza" a Napoli


Si chiude con la creatività partenopea 'Quelli che la Danza' a Napoli
12/04/2013, 16:07

Napoli, 12 aprile 2013 Si avvia alla conclusione la tranche napoletana di “Quelli che la Danza”, rassegna di linguaggi della danza contemporanea promossa dal CDTM Circuito Campano della Danza diretto da Mario Crasto De Stefano con la collaborazione di RA.I.D. Festival.

Per gli ultimi appuntamenti, programmati tra sabato 13 e domenica 14 aprile, si punta sulla produzione e sulla creatività partenopea con un poker di performance campane e una compagnia ‘ospite’, Sosta Palmizi/Progetto Brockenhaus, che porta a Napoli la forza ritmica e la voracità creativa di una “Sagra” tra ritualità classica e irritualità contemporanea. Sono sempre il Teatro Nuovo e la Sala Assoli i palcoscenici a disposizione delle compagnie chiamate a concludere un cartellone caratterizzatosi anche quest’anno per la poliedricità dell’offerta, mescolando la scuola narrativa occidentale all’essenzialità del movimento della tradizione orientale.

 

GLI SPETTACOLI DI SABATO 13 APRILE  Ad aprire la due giorni partenopea la Compagnia Danza Flux, fondata a Napoli nel 2006 dai coreografi e performers partenopei Chiara Alborino e Fabrizio Varriale e che ha nella danza di ricerca il proprio baricentro creativo. Con la performance inedita “Leave Things Be Memories” (Sala Assoli, ore 20.15), Alborino e Varriale spingono ulteriormente la propria sete di ricerca, costruendo il proprio lavoro narrativo ispirandosi alla fotografa Vivian Maier, donna misteriosa, di professione ‘badante’ ma con la passione per la ‘street phothography’. Alla sua morte è emerso un archivio di 100.000 foto da cui i coreografi, affascinati dalla riservatezza e dal mistero che avvolge quest’artista, sono partiti per cercare di ricostruire il suo immaginario e le figure di strada ritratte dai suoi scatti. La coreografia, portata in scena da tre danzatori e un attore danzatore (gli stessi coreografi affiancati da Giuseppe Brancaccio e Pasquale Imperiale), si presenta, quindi, come un ‘viaggio’ tra i frammenti di un discorso corporeo, un progetto che vuole riflettere sul rapporto tra corpo e immaginario attingendo alle immagini della street photography come ispirazione ed evocazione.

Sono le donne, invece, al centro della riflessione danzata proposta la stessa sera da  Korper, altra compagnia nata a Napoli, che si propone di esplorare, attraversandoli, tutti i linguaggi espressivi intorno alla danza, al teatro, alla musica e all’arte contemporanea. Le due coreografie presentate al Teatro Nuovo (ore 21.45) rappresentano bene la fusione tra linguaggi, portando sul palco prima “Le donne di Klimt” quindi l’eterno ‘femminino’ rappresentato da “Me-Dea”. Tocca a Susanna Sastro e Rossella Fusco portare in scena la doppia anima de “Le donne di Klimt”: la celebrazione del 150° anniversario della nascita dell’artista viennese ha ‘stimolato’ il processo creativo delle due danzatrici/coreografe, concentratesi sul duplice aspetto della figura femminile dominante nei dipinti di Klimt, quello della donna fatale, crudele, distruttiva, sensuale e della Grande Madre. Una dualità che Sastro e Fusco declinano nelle figure di Igea, Danae, Giuditta, La Speranza, La Vergine. Uno studio per due danzatrici e un musicista, il sassofonista Cesare Settimo: a lui il ‘compito’ di rappresentare in scena l’elemento maschile e di richiamare con il suo sax l’oro che pervade l’arte di Klimt, l'incontro tra Maschile e Femminile. Susanna Sastro è protagonista, con Johanne Clare e Valeria Pettini, anche di “Me-Dea”, opera del coreografo Fortunato Angelini. La figura epica di Medea trova nella coreografia ideata per Korper una triplice rappresentazione, che rende il personaggio ‘archetipico’ di ognuno di noi, che è in realtà un universo composto di parti consce e inconsce. Il lavoro integrale è composto di tre atti che descrivono tre diverse fasi della parabola dell’eroina tragica: la donna che ricorda l’incontro con Giasone, la donna che ama fino alla pazzia e la donna che uccide la rivale Glauke e i suoi due figli, per lasciare Giasone senza eredi al trono e senza una donna per riprodursi. Per il palco della Sala Assoli è stato scelto un estratto della terza.

 

GLI APPUNTAMENTI DI DOMENICA 14 APRILE Domenica approda a Napoli la “Sagra” della Compagnia Sosta Palmizi/Progetto Brockenhaus (Sala Assoli, ore 19.00). Ideata e coreografata da Elisabetta di Terlizzi e Francesco Manenti - sul palco con Elisa Canessa ed Emanuel Rosenberg – questa “Sagra” commista in maniera intrigante ed originale fonti narrative, musicali e artistiche di epoche ed ispirazioni diverse. Il riferimento è La Sagra della Primavera di Igor Stravinsky con i suoi ritmi incalzanti, arricchita dalle testimonianze sulla trasposizione danzata di Nijinsky del 1913 e dai Diari dello stesso coreografo. La danza come sacrificio, sostenuta da una forza ritmica devastante, insita nella partitura musicale, e la febbre ispiratrice come motore creativo di una opera originale sono le principali radici della “Sagra” di Progetto Brockenhaus. In primo piano un regista visionario manovra la scena; in un luogo immaginario, al confine fra la mente del regista e la sua proiezione nella realtà, si manifestano figure reali e surreali, icone accomunate dal loro sacrificio per l’arte che riflettono frammenti del sentire comune.

La chiusura è affidata a “SUSSURRI_La voce del corpo” diretto e coreografato da Antonello Tudisco e portato in scena dal Collettivo NA.DA al Teatro Nuovo (ore 20.30). La performance porta in scena l’eterno moto della terra grazie al movimento del gruppo composto da sei interpreti – Alessandra Bordino, Francesco Colaleo, Roberta De Rosa, Stefano Roveda, Davide Valrosso, Elisabetta Violante – che ‘rappresenta’ la ‘reazione’ di una famiglia di gemelli al moto della terra. Sei re-azioni collettive e autonome per una creazione sulla distruzione e su quello che resta per quella che vuole essere il tentativo estremo di continuare ad essere vitali, pur trovandoci in una condizione tragica. 

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di Redazione
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