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Sorrento, tavola rotonda sul trust


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Sorrento, tavola rotonda sul trust
24/04/2013, 16:20

Si è conclusa all'Hilton Sorrento Palace la due giorni dedicata a scandagliare le più recenti applicazioni giuridiche del TRUST - lo strumento di protezione dei patrimoni riconosciuto nel nostro Paese col recepimento della Convenzione de L’Aja del 1984 -  alla luce delle più aggiornate sentenze della magistratura.

A confronto, nell'affollato seminario di aggiornamento organizzato a Sorrento il 19 e 20 aprile dall'Associazione il Trust in Italia, professionisti in arrivo da tutta la penisola, magistrati, esponenti dell’Agenzia delle Entrate ed alcuni giuristi di fama internazionale provenienti da Svizzera, Gran Bretagna, Belgio e Principato del Liechtenstein.

Dai lavori è emersa l'attualità dell'utilizzo del trust in risposta alle complessità crescenti delle esigenze di famiglie e imprese, a patto però che gli atti istitutivi siano affidati a professionisti esperti ed aggiornati, come le centinaia di notai, avvocati e commercialisti che fanno capo alla Associazione organizzatrice, presieduta dal docente dell'Università di Genova Maurizio Lupoi.

Di particolare rilevanza le relazioni dei giuristi internazionali Paolo Bernasconi (ex procuratore capo e oggi avvocato a Lugano), Paul Matthews (che insegna al King’s College of London) e del docente all’Università del Liechtenstein Francesco A. Shurr, protagonisti di un confronto a più voci sulle legislazioni dei rispettivi Paesi in materia di trust e i relativi adeguamenti della normativa europea.

Due i temi balzati in primo piano nel fitto succedersi delle relazioni: le recentissime prescrizioni sul trust in materia fiscale - di cui si è occupato fra gli altri Paolo Gaeta, presidente della Commissione Trust e Tutela del Patrimonio presso l’Odcec di Napoli - e la ricorrenza delle domande revocatorie, su cui si sono soffermati in particolare i tre magistrati presenti al convegno in qualità di relatori, Maria Cristina Carpinelli del Tribunale di Torre Annunziata, Salvatore Leuzzi del Tribunale di Siracusa e Giovanni Fanticini del Tribunale di Reggio Emilia. Interventi che hanno confermato, in un armonico quadro d’insieme, la necessità che questo strumento giuridico di common law sia utilizzato da professionisti capaci di calarne le straordinarie polenzialità in perfetta ottemperanza con le prescrizioni del nostro assetto legislativo.

Altro dato emerso dalla due giorni, la leadership dell’Italia, che si conferma il primo tra i Paesi dell’Europa mediterranea per l’utilizzo del trust. Un mezzo oggi sempre più richiesto, specialmente per assolvere in maniera completa alle complesse esigenze del “dopo di sé”, ma anche in risposta alle esigenze di tutela dei soggetti diversamente abili o delle famiglie allargate.

Tutte da sfatare, dunque, le leggende sulle finalità elusive dei trust, specialmente quando si parla di “trust interni”, istituiti nel nostro Paese, con sede in Italia e professionisti nostrani. Un punto sul quale ha inteso soffermarsi fra gli altri l’inviato del Sole 24 Ore Alessandro Galimberti, che ha spiegato come persistano pregiudizi anche “mediatici” sul trust, e quanto possano risultare importanti gli appuntamenti come la due giorni sorrentina per incontri ravvicinati col professionisti che quotidianamente risolvono i problemi di tanti italiani attraverso un uso corretto e prudente del trust.

Fra i temi sul tappeto infine, anche in vista dei prossimi appuntamenti dell’Associazione Il trust in Italia, il fabbisogno formativo dei giovani professionisti e i metodi per allargare quanto più possibile la base partecipativa alle iniziative nel segno della formazione, con una serie di proposte sulla messa in campo di seminari gratuiti lungo tutta la penisola e le sinergieulteriori da attivare con gli ordini professionali di tutta Italia.

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di Redazione
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