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Spettacolo "Napoli chi resta e chi parte"


Spettacolo 'Napoli chi resta e chi parte'
15/03/2011, 14:03

La KOMIKO Production diretta da Francesca Scarano presenta SAL DA VINCI in ‘NAPOLI: CHI RESTA E CHI PARTE’ da Caffè di notte e giorno e Scalo Marittimo di Raffaele Viviani con la partecipazione di GIGIO MORRA con GAETANO AMATO MARIO ATERRANO CIRO CAPANO LALLA ESPOSITO PATRIZIA SPINOSI LELLO RADICE GIUSEPPE MASTROCINQUE E TONINO TAIUTI FEDERICA AIELLO FIORENZA CALOGERO SERGIO CELORO ANTONIO FIORILLO MARIANNA MERCURIO RINO DE LUCA Musiche originali di Raffaele Viviani Orchestrazione di ADRIANO PENNINO ORCHESTRA DAL VIVO MAURIZIO BOSNIA, pianoforte; SALVATORE DELL’AVERSANO, chitarra; GAETANO DIODATO, basso; GIANLUCA MIRRA, batteria Disegno luci VALERIO TIBERI Costumi DANIELA CIANCIO Scene ANDREA TADDEI Regia ARMANDO PUGLIESE Dopo 35 anni ritorna in scena uno spettacolo culto degli anni 70 che ha consacrato al successo attori del calibro di Massimo Ranieri e Angela Luce allora giovanissimi e promettenti artisti. NAPOLI CHI RESTA E CHI PARTE è stato uno spettacolo di Giuseppe Patroni Griffi basato su due atti unici di Raffaele Viviani “Caffè di notte e giorno” e “Scalo Marittimo”, creato per il XVIII festival Dei Due Mondi e rappresentato per la prima volta il 3 Luglio 1975 a Spoleto. Nel 1976, Lello Scarano ne divenne il produttore, garantendone una circuitazione di altissimo livello. Il cast era composto da 16 attori, un’orchestra di 6 elementi, comparse tra adulti e bambini, con la scena firmata dal grande Ferdinando Scarfiotti; il debutto fu al teatro Manzoni di Milano e dopo al Quirino di Roma, la Pergola di Firenze, l’Alfieri di Torino. Lo spettacolo di Patroni Griffi aveva una singolare modernità, portando in scena un Viviani cosmopolita. In scena un giovanissimo e straordinario Massimo Ranieri affiancato da Angela Luce, Angela Pagano, Mariano Rigillo (nell’edizione di Spoleto), Antonio Casagrande, Franco Acampora, Gigio Morra, Isabella Guidotti, Corrado Annicelli, Tonino Apicella, Nicola Di Pinto, Girolamo Marzano… I costumi furono firmati dall’attuale premio oscar Gabriella Pescucci, le musiche originali di Viviani furono orchestrate da Fiorenzo Carpi. A distanza di 35 anni, Francesca Scarano, come dedica alla figura del padre Lello e volendo rendere omaggio a Patroni Griffi, rimette in scena questo spettacolo, affidandone la regia e la direzione del progetto al grande Armando Pugliese, e passando il testimone di quello che fu il ruolo di Massimo Ranieri ad un artista anch’egli napoletano, nella sua poliedrica figura di attore e straordinaria voce, Sal Da Vinci, che si cimenta per la prima volta in un testo di Raffaele Viviani, affiancato da un cast di bravissimi attori e cantanti tra i quali Gaetano Amato, Tonino Taiuti, Lalla Esposito, Patrizia Spinosi, Ciro Capano, Mario Aterrano.
Trait d’union tra passato e presente sarà la presenza e partecipazione del bravissimo e ormai veterano Gigio Morra che potrà vantare di aver partecipato ad entrambe le edizioni.
Anche in questa edizione ci sarà un’orchestra dal vivo, diretta dal maestro Adriano Pennino, mentre le scene saranno firmate da Andrea Taddei ed i costumi da Daniela Ciancio (David di Donatello). Il debutto nazionale è previsto il 13 Maggio 2011 al Teatro Augusteo di Napoli, che ha accolto e sostenuto calorosamente il progetto di remake teatrale di Francesca Scarano.
Il primo atto, “Caffè di notte e giorno” è invece un tipico squarcio sulla realtà dei quartieri di Napoli: nel misero contesto di un caffè sempre aperto si incontrano personaggi di ogni genere, degradati dalla fame e dall’ignoranza; la prostituta che rifiuta un bravo giovane per lasciarsi sfruttare e picchiare dal magnaccia, la fidanzata che viene a cercare il fidanzato perduto per amore di quella donna, la famiglia senza casa che porta i bambini a dormire nel bar, e l’epilogo drammatico in cui il delinquente, per salvarsi, nasconde il coltello nella tasca dell’ignaro perché la polizia lo trovi su di lui.
“Scalo marittimo”, conosciuto anche come “‘Nterr’ ‘a ‘Mmaculatella”, scritto nel 1918, descrive la triste condizione di chi, costretto dalla miseria, vede nell’emigrazione l’unica possibilità di sopravvivenza. Una folla variegata che, appena finita la prima guerra mondiale, si accalca sulla banchina davanti al transatlantico «Washington» in partenza per l'Argentina, mentre la commistione fra cinici faccendieri, in testa il ributtante domestico della locanda, la spoglia sino all'ultimo spicciolo prima che salga a bordo.
Infine, il mondo del grande Viviani, la denuncia civile che lo permeava, portato in scena 35 anni fa da un grande regista e un lungimirante impresario, e che oggi rivive nello spettacolo diretto da Armando Pugliese.

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di Redazione
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