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Il megalite unico nel suo genere

Stonhenge ossia le "pietre sospese"


Stonhenge ossia le 'pietre sospese'
12/05/2011, 10:05

Il monumento di Stonhenge è situato nella contea del Wiltshire, nel Wessex, parte meridionale dell’Inghilterra ed il suo nome, che significa “pietre sospese” nell’antica lingua sassone, è legato ad uno dei più appassionanti enigmi dell’archeologia.

Monumenti simili a quello di Stonhenge sono rinvenibili in molte parti dell’Inghilterra e anche in Francia, sulla costa opposta a quella del Regno Unito, ma il sito in questione si può definire senz’altro unico nel suo genere.

La sua costruzione ha inizio nella piana di Salisbury nel periodo intorno al 2700 a.C., vicino ad un megalite (mega significa grande e lithos vuol dire pietra) centrale denominato Hell Stone, tuttavia l’edificazione è proseguita nel corso dei secoli fino ad arrivare al 1500 a. C.

A quest’epoca risale il cosiddetto cerchio di Sarsen, composto da blocchi del peso di circa 30 tonnellate ciascuno e che costituisce la struttura fondamentale dell’intero monumento.

Ma a cosa serviva Stonhenge?

A questa domanda si è data una pluralità di risposte, tra cui non mancano quelle particolarmente fantasiose. Una prima teoria è che l’henge monument sia un tempio dedicato al dio Sole, considerato che ogni anno, il 21 giugno, solstizio estivo, l’astro diurno nasce in corrispondenza dell’allineamento tra la Hell Stone e il centro del monumento. Ma dal 2000 a. C. ad oggi, la rotazione dell’asse terrestre ha determinato uno scarto di circa 56’ tra i punti in cui sorge il Sole lo stesso giorno, si può immaginare che all’epoca dell’erezione della Hell Stone, il Sole apparisse spostato di circa 1 grado a sinistra.

Altre teorie, più recente, vorrebbero Stonhenge come un monumento costruito per essere osservato dall’alto: se si guarda da un punto posto sulla sua verticale, il monumento appare come una linea retta che conduce ad un centro, composto da una grossolana “ciambella”, in cui il diametro del cerchio intorno alla struttura centrale, il cosiddetto “fossato”, è circa tre volte il diametro del circolo centrale.

Questa osservazione ha suggerito che Stonhenge abbia potuto anche rappresentare un modello dell’universo, edificato per consentire l’unione nuziale tra Cielo e Terra, consentendo alle energie scaturenti da tale unione di raggiungere ogni luogo della Terra, rinnovandone la forza vitale.

Comunque sia, il mistero della funzione dei megaliti di Stonhenge continua a rimanere inattaccabile, rendendo ancora più affascinante lo studio di ciò che si cela dietro di esso.

 

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di Rossella Saluzzo
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