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Le famose "nuvolette" amate de generazioni

Storia del fumetto - le narrazioni per immagini


Storia del fumetto - le narrazioni per immagini
12/08/2010, 10:08

Il fumetto ha appassionato e appassiona tuttora intere generazioni di adulti e bambini fin dalle sue origini. Esso è caratterizzato da un linguaggio incalzante, da personaggi ben definiti, da storie coinvolgenti e talvolta spiazzanti. Il fumetto è un’opera divulgativa sognante e intramontabile, un’opera di ingegno, di raffinata creatività. Un patrimonio da custodire e da tramandare.
Il termine “fumetto” si riferisce alle “nuvolette”, in inglese balloon. Sonosimili a sbuffi di fumo, utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi.
Risalire alle origini del fumetto richiede dapprima la sua definizione. Se esso è inteso come “narrazione per immagini” bisogna allora concluderne che sia sempre esistito, essendo i graffiti preistorici nient’altro che narrazioni per immagini. Sin dall’antichità l’uomo ha sempre sentito la chiara esigenza di comunicare con il mondo esterno, dapprima attraverso le immagini, come quelle riportate sulla colonna troiana. Ha lasciato le tracce del suo linguaggio su affreschi, mosaici, vetrate che adornano chiese e palazzi. Queste testimonianze del passato altro non sono che fumetti.
Nell’arte medievale vi è un caso esemplare di “letteratura disegnata” che rivela la consuetudine, già allora, di scrivere parole uscenti dalle bocche di alcuni personaggi, in modo da dare un’idea di ciò che stessero dicendo. Si tratta del “fumetto di San Clemente” nell’omonima basilica a Roma, risalente all’XI secolo, dedicata a papa Clemente I e che sorge nella valle tra l’Esquilino e il Celio. Nella leggenda di Sisinnio (il prefetto Sisinnio, adirato a causa della conversione della moglie Teodora, la seguì con alcuni soldati e quando la trovò mentre assisteva ad una messa celebrata da Clemente, ordinò il suo arresto. Dio non lo permise, accecando Sisinnio e i soldati. Il prefetto restò cieco fino al suo ritorno a casa), le parole pronunciate dai personaggi dell’affresco, sebbene privi di balloon, escono dalle bocche dei personaggi.
Gli esempi dimostrano che il fumetto è stato pensato per una fruizione di massa ed ha un suo specifico linguaggio. Il fumetto è infatti, un linguaggio e non un genere. E’ un linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono quelli d’immagine con le illustrazioni, il colore, la prospettiva, e di temporalità, seguendo il ritmo, l’armonia e il filo logico della narrazione.
Il primo vero fumettista fu considerato il ginevrino Rudolphe Töpffer che nel 1827 ideò una storia composta da immagini in successione accompagnate da didascalie, dal titolo Historie de M. Vieux Bois. Anche altri Paesi hanno avuto i precursori del protofumetto. In Germania c’era il fumetto “Max und Moritz”, creato nel 1865 da Wilhelm Busch. In Inghilterra il protofumetto di maggior successo fu quello di “Ally Sloper”, scritto da Charles Henry Ross e disegnato da sua moglie, la francese Isabelle Emilie de Tessier, sotto lo pseudonimo di Marie Duval. In Francia Georges Coulomb, in arte Christophe, pubblicò, tra il 1889 e il 1893, una serie di storie illustrate per il settimanale “Le petit français”. Negli Stati Uniti il disegnatore James Swinnerton iniziò la pubblicazione, nel 1892, sul San Francisco Examiner, di vignette con protagonisti degli orsacchiotti, trasformati in una serie dal titolo “Little Bear Tykes”.
In Italia il vercellese Angelo Agostini, emigrato in Brasile nel 1859, fondò la rivista Diabo Coxo ricca di storie illustrate scritte e disegnate da lui stesso.
Negli Stati Uniti Richard Felton Outcault fu ingaggiato dal proprietario del New York World Joseph Pulitzer che gli affidò una serie di illustrazioni di carattere naturalistico. Nel 1885 iniziò quella che sarà definita come la svolta del fumetto.  Protagonista un bambino calvo, con delle enormi orecchie, due soli denti. Era Yellow Kid, il Bambini Giallo. Questi parlerà attraverso il suo camicione per un breve periodo, poi per mezzo di un balloon La storia era ambientata in un ghetto di periferia, popolato da strani personaggi che vivono ai margini della società.
Yellow Kid continuerà ad essere pubblicato fino alla fine del 1898, mostrando tutte le potenzialità commerciali delle strisce a fumetti agli editori statunitensi. Da qui in poi sarà un continuo proliferare di nuove serie e nuovi personaggi. Il fumetto diventerà, come sappiamo, un fenomeno culturale, editoriale e di costume molto amato e collezionato da intenditori di tutto il mondo.

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di Rossella Saluzzo
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