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Strane coppie 2013 - Genitori e figli - giovedì 21 marzo ore 18 Institut Français di Napoli


Strane coppie 2013 - Genitori e figli - giovedì 21 marzo ore 18 Institut Français di Napoli
18/03/2013, 09:55

Il rapporto genitori-figli è il tema portante del terzo appuntamento di Strane Coppie 2013, la rassegna culturale ideata dalla scrittrice Antonella Cilento nell’ambito del laboratorio di scrittura “La linea scritta”. Un incrocio padre-figlia e madre-figlio rivissuto da due voci brillanti della letteratura contemporanea: Elena Stancanelli e Chiara Valerio. Letture di Imma Villa.

 “Bonjour tristesse” (1954) di Françoise Sagan, raccontato da Elena Stancanelli, parla di un’adolescenza che potrebbe ricordare quella, ben più intensa, de “L’amante” di Marguerite Duras (già narrato a Strane Coppie): la storia Cécile e di suo padre, dell’estate in cui si cresce e si scopre la vera natura dei rapporti e insieme chi è davvero e quanto rischioso sia manipolare le esistenze altrui, ha avuto grande successo nel tempo e adattamenti celebri per il cinema (il film di Otto Preminger con David Niven e Jean Seberg). Una ragazza innamorata del padre e gelosa delle sue relazioni si intrufola fra le donne che l’uomo frequenta causando alla fine una tragedia, la morte di una delle due amanti. A rileggerlo oggi, dopo il grande successo di un tempo, lo si confronta con “Il diavolo in corpo” di Radiguet e conla Duras e si trova che, in fondo, anche il romanzo di Sagan ha molto da dirci sull’adolescenza e i rapporti padre-figlia.

 

“Le parole tra noi leggere” (1969) di Lalla Romano è illustrato da Chiara Valerio. Lalla Romano in cinquant’anni di scritture, dalla poesia alla narrativa, e di pittura poiché è stata anche una notevole pittrice allieva di Felice Casorati, ha prediletto un’unica voce: la sua. Un punto di vista molto interno alle cose e ai fatti narrati che, lungi dall’essere autobiografico in senso commemorativo, diventa scandaglio di realtà sottili, spesso difficili da dire e denunziare. Le parole tra noi leggere (il titolo è un verso di Montale e riceve il Premio Strega nel 1969) è il romanzo che ogni madre vorrebbe scrivere intorno al proprio figlio osservandolo crescere come un autore fa con il suo personaggio preferito: è la voce della madre a posteriori che narra, ma la madre è, con il figlio anche protagonista. Un figlio problematico che segna un passaggio generazionale (siamo a ridosso del ’68) Romanzo epifanico, altamente poetico, a distanza di tanti anni non perde il suo forte interesse umano e la sua grande tensione stilistica.

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di Redazione
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