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Dopo l'anteprima a Somma Vesuviana debutto al de Poche

Successo per "Ida e Ada al Bar di Edo" con la regia di Niko Mucci


Successo per 'Ida e Ada al Bar di Edo' con la regia di Niko Mucci
01/11/2009, 19:11

A confermare il proverbio secondo il quale “il vino buono sta nelle botti piccole”, sul palcoscenico dell’associazione culturale “Il Torchio” di Somma Vesuviana, ci pensa il regista Niko Mucci con la sua messinscena del testo di Myriam Lattanzio, “Ida e Ada” (al Bar di Edo). Puntando sull’entusiasmo e sul giovanile estro recitativo di tre interpreti al femminile come Marina Cavaliere, Giovanna Marziano e Alessandra Mirra, il bravo Mucci con ritmi sostenuti, giochi di parole e psicologiche situazioni per una storia che si tinge anche di giallo, proietta il pubblico in una dimensione fatta di umori altalenanti e sfumate emozioni. Con la realizzazione scenica di Sissi Farina e Anna Verde ed ancora, con i costumi  di Roberta Mattera e le musiche originali da lui stesso composte, l’innovatore e lungimirante Mucci propone un tipo di drammaturgia decisamente moderna, che esulando dai soliti schemi  di un teatro in difficoltà dinnanzi al mutare del tempo e della società, punta soprattutto sulla parola.  Due amiche - questa in sintesi la trama - si incontrano,dopo vent’anni, al tavolino di un bar e qui ,complice uno strano cameriere, si ritrovano protagoniste di un acceso confronto che le riconduce indietro nel tempo alle prime esperienze post-infanzia, per un bilancio della loro vita. Ed è appunto da questa vicenda che il regista - cosi come afferma nelle sue note- offre vita ad una storia minimalista, che proprio per questo, permette al pubblico un confronto con persone incontrate, conosciute, e con le quali abbia condiviso qualcosa oltre che se stesso. Agile e veloce, scandita dalle lancette di un orologio appeso alla parete, la storia di Ida ed Ada e del misterioso cameriere, nell’assumere, tra l’altro, l’aspetto di un minigiallo psicologico sembra rendere omaggio a scrittori come Gadda e Campanile. Sottilmente satirica, nell’analizzare le mille sfaccettature della mente umana e nello scandagliare i tic, i vizi, le cattiverie e le deformazioni del genere umano, la messa in scena vista al “Torchio” ed in cartellone al Teatro de Poche dal prossimo 4 dicembre, piace e fa riflettere. Tutta sbilanciata al femminile, dall’autrice alle interpreti, fatta eccezione per il regista e per un allegorico pastello azzurro presente in scena, la storia di Ida e Ada intrecciata con i misteri di un cameriere “en travesti” porta il pensiero degli spettatori su lontani lidi. Con un’ambientazione scenica che riconduce alla memoria gli anni Quaranta, così come la colonna sonora, il lavoro, giocando su quei sentimenti capaci di delineare le vite umane, alla fine, si tramuta in una sorta di pagina di cronaca  quotidiana, che proprio per effetto dei suoi contenuti può appartenere davvero a chiunque di noi.    

 

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di Giuseppe Giorgio
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