Cultura e tempo libero / Enogastronomia

Commenta Stampa

Tavole delle feste, il pesce celebra Natale in lieve ripresa


Tavole delle feste, il pesce celebra Natale in lieve ripresa
18/12/2012, 13:42

E' difficile parlare di risparmio alla vigilia della settimana che, nonostante la sofferenza dei consumi, registra le oscillazioni di rialzo più marcate:  ma, a parte i più accorti che hanno provveduto all'acquisto nelle scorse settimane, c'è da sottolineare che il vero affare lo faranno i clienti abituali delle vendite dirette in banchina, perché  i pescatori non hanno certo l'interesse di far scappare a gambe levate una clientela ormai fidelizzata, che dimostra di apprezzare sempre più le varietà di prodotti locali, sia nelle cucine regionali che attraverso nuove ricette e metodi di cottura.

Gli acquirenti delle vendite dirette saranno l'unico segmento di consumatori a poter usufruire di prezzi bloccati proprio nella settimana in cui il resto del mondo cerca di far tornar i conti per la spesa del cenone: rapporto qualità prezzo imbattibile per spigole e orate di giornata a 22 euro, ombrine a 18 euro, 30-35 euro per le mazzancolle, senza considerare la convenienza delle specie meno richieste, ma non meno buone e salutari, come sciabole, muggini, mustele, torpedini e razze, vendute e 10 euro/Kg già pulite e sfilettate.

Per una geografia dei consumi, in un'epoca di mercato globale, strano a dirsi, come per l'agricoltura, il meteo rimane una delle variabili più importanti anche per l'andamento dei prezzi dei prodotti ittici. Negli ultimi giorni il maltempo ha interessato in particolare il Tirreno, e se consideriamo una fascia locale di consumo, è presumibile immaginare che nelle località di mare dell'Adriatico i cenoni della vigilia saranno mediamente più convenienti grazie ad una maggiore clemenza del clima.

Al di là del meteo, il fattore che più pesa sulle tasche dei consumatori di prodotti ittici, rimane il vecchio e annoso problema di una filiera commerciale ancora troppo frammentata, con un elevato numero di intermediazioni che si traducono in ricarichi fino al 300% sul consumatore finale. Lega Pesca ricorda che il prezzo medio alla produzione è al palo da anni e che nel 2011 si è attestato su una quota del tutto marginale di 5 euro al Kg. Un andamento dei prezzi che non riesce a compensare il calo delle catture, scese nel 2011 sotto le 370 mila tonnellate, per un valore della produzione di 1,4 miliardi di euro.

In Italia, il consumo interno di prodotti ittici, a fronte di una riduzione generalizzata dei consumi alimentari, ha registrato nel 2011 un lieve ma tendenziale aumento, soprattutto rispetto al brusco calo della spesa registrano nel 2008. Ciò si è tradotto in un ulteriore aumento delle importazioni, pari a 831 mila tonnellate per una spesa sui mercati esteri di circa 3.852 milioni di euro. La spesa complessiva per i prodotti ittici  è aumentata del 6% lo scorso anno, passando dai 4,9 miliardi di euro del 2010 ai 5,2 miliardi di euro del 2011. 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©