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Teatro: brividi ed emozioni in scena per "Racconto d'inverno"


Teatro: brividi ed emozioni in scena per 'Racconto d'inverno'
20/01/2010, 11:01


NAPOLI - La stagione teatrale de Il Pozzo e il Pendolo di Napoli riprenderà la sua programmazione, venerdì 22 gennaio 2010 alle ore 21.00 (repliche, dal venerdì alla domenica, fino al 31), con lo spettacolo Racconto d’inverno, interpretato da Antonello Cossia e Paolo Cresta, nell’adattamento e la scrittura scenica di Annamaria Russo e Ciro Sabatino ed impreziosito dalle musiche originali di Luca Toller. E’ una ghost story, di quelle classiche che si raccontano accanto al camino, durante le feste di Natale, intrisa di fantasmi, case sinistre e maledizioni che echeggiano, cupe, tra le sedie di un piccolo teatro. Una storia che fa venire i brividi e la voglia di averli ancora. Una storia per rinnovare ancora l’antico gioco dell’infanzia, quando la paura e l’eccitazione si mescolavano, lasciando, poi, nel cuore la voglia di ascoltare ancora.
L’eterno gioco del teatro nel teatro, la magia della scena vuota che, con la sola forza della recitazione, per incanto trasfigura: alludendo, palesando, invadendo.
In un piccolo teatro due attori mettono in scena una storia agghiacciante e nel farlo, inconsapevolmente, riaprono la porta a una maledizione antica, inesorabile. A quel punto il gioco della finzione diviene realtà. I brividi evocati cominciano a correre lungo la schiena e la paura non ha più bisogno di essere interpretata, perché è così reale da non lasciare scampo, nemmeno allo spettatore La vita e la finzione s'intrecciano in un groviglio a tratti inestricabile, tracciando un sentiero già percorso, mille volte, eppure ogni volta nuovo, sorprendente, emozionante. La messa in scena di Racconto d’inverno parte da qui, dal dualismo irrisolto tra realtà teatralizzata e realismo teatrale. Il palco diventa specchio deformante, ma, incredibilmente, veritiero, della vita. Da secoli gli uomini parlano di fantasmi e raccontano storie e fiabe su di loro. C'è stato un tempo in cui la maggior parte delle persone aveva una fede cieca nell'esistenza dei fantasmi. Successivamente, questa fede si è trasformata in superstizione e infine il fantasma è diventato un personaggio cinematografico o letterario, il protagonista di tante storie piene di fascino e di mistero, che conservano un durevole fascino e una grande capacità di avvincere. Protagonisti reali sono i sensi, la capacità di poter vedere, toccare e, soprattutto, sentire ciò che si ascolta e di cui, magari, non si ha una percezione immediata. Il passato e il presente si mescolano, creando un’affascinante dimensione, in cui ogni frammento di esistenza, come ogni fotogramma di scena, può gettare il seme di un’imprevista, quanto imprevedibile, rivoluzione.

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di Redazione
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