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Terzo appuntamento con "Del Nosto Inferno" al Palazzo de Liguoro


Terzo appuntamento con 'Del Nosto Inferno' al Palazzo de Liguoro
16/03/2011, 17:03




Venerdì 18, dalle 19, nel salone del palazzo de Liguoro (via Arena alla Sanità 12) si terrà il terzo appuntamento con la rassegna "Del nostro Inferno. Scrittori e critici tradiscono Dante" ideata da Paolo Trama. Sarà affidata a Orlando Cinque l'interpretazione del canto XXX della Divina Commedia e dei testi tratti da Pasolini, Borges, Contini, Rebora, Fortini, Kafka.








La struttura performativa si snoderà tra la testualità di alcuni canti della Commedia, secondo un approccio il più possibile rispettoso della “volontà di Dante a essere poeta” (Pasolini), e le scritture di autori otto-novecenteschi che hanno ricreato l'universo infernale nel loro immaginario. Nella stessa ottica, a far parte a pieno titolo di questo viaggio testuale, saranno interpellati anche alcuni scrittori e critici, interpreti militanti dell'opera dantesca, che più ne hanno influenzato il paradigma interpretativo nel corso del '900.


Non si tratta di attualizzare la lezione dantesca, renderla presente e affine alla nostra sensibilità, col rischio di banalizzarla, addomesticarla fino a rendere inoffensiva la terrifica bocca da fuoco di una voce che risale insieme strozzata e potente da un tempo e uno spazio già inabissatisi. Piuttosto, l'intento del percorso sarà quello di recuperare il ritardo accumulato dalla nostra opaca consapevolezza rispetto a quella lucida chiaroveggenza avendo ben fisso in mente come la voce di Dante risulti non a caso già aliena alla sua epoca, parlando ‘di’ e ‘da­’ un perturbante altrove. È per questo che il laboratorio testuale dantesco verrà avvicinato in punta di piedi, nel pieno rispetto dovuto a un maestro artigiano della parola e della forma; è per questo che ci si propone di ‘eseguire la sua scrittura’ profondendo il massimo sforzo per intuire quantomeno i contorni di un continente lontano ma non esotico, i cui confini e territori, forse, per molti aspetti, giacciono ormai irriconoscibili di fronte alla nostra moderna (e falsa) coscienza.

Non solo. Avendo la Commedia come filo rosso, ci si appresterà a riconoscere i segni di quei gironi infernali che la cultura occidentale non ha mai smesso di disseminare qui e altrove, attraverso la scrittura di poeti e prosatori capaci di rigenerare quella lezione, allargardone e approfondendone la prospettiva, per focalizzare a loro volta lo sguardo su realtà antropologicamente e storicamente differenti da quelle in cui Dante visse e operò.

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di Redazione
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