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Tessitore, un regalo ai liternesi


Tessitore, un regalo ai liternesi
04/02/2011, 17:02

Antonio Tessitore ha donato alla biblioteca comunale “Dionigi Iannone” di Villa Literno due copie del suo libro autobiografico (“Ogni volta che chiudo gli occhi”). Il funzionario della biblioteca, Ortensio Diana, ha ritirato i volumi direttamente a casa del giovane liternese, affetto da ormai sette anni dalla Sclerosi laterale amiotrofica.

Un gesto simbolico, che sottolinea il legame di Tessitore con la sua terra, confermato anche nelle pagine del libro.

"Mi fa piacere che nella biblioteca del mio paese, che mi auguro sia sempre di più al centro della vita sociale di Villa Literno, venga custodito anche il mio libro – ha detto Antonio - non ho voluto chiedere contributi al Comune (anzi sono io che dono il libro alla mia comunità) né ho voluto organizzare la presentazione in paese perché sono convinto che il mio libro debba viaggiare sulle sue gambe a livello nazionale, come sta già facendo, ma sarebbe bello se l’amministrazione comunale contribuisse alla mia iniziativa di beneficenza".

In attesa della risposta del Comune, è arrivata quella dei compaesani. Come era prevedibile, infatti, il volume sta andando a ruba soprattutto a Villa Literno, dove numerosi esercizi commerciali hanno voluto contribuire alla distribuzione a titolo del tutto gratuito: l’intero incasso delle vendite sul territorio sarà infatti girato all’autore, che lo devolverà in progetti di assistenza ai malati Sla.

"Ho già letto il libro e l'ho trovato molto interessante - dice Diana è una testimonianza che lascia spazio alla speranza: Antonio camminerà anche con le nostre gambe per sconfiggere la bestia".

Dopo la presentazione di Roma, il libro “Ogni volta che chiudo gli occhi” sarà presentato anche a Napoli (presso la libreria “Feltrinelli” della stazione centrale) e ad Aversa, presso l’ex macello comunale di via Lennie Tristano, presentazione quest’ultima fortemente voluta dai dirigenti del Centro di riabilitazione “Cinzia Santulli”, che segue Tessitore con un apposito protocollo terapeutico e che per lui è un po’ una seconda famiglia.

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di redazione
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