Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

TJUNA NOTARBARTOLO: PREMIO MORANTE A NEW YORK PER MAL'AMMINISTRAZIONE DI NAPOLI


TJUNA NOTARBARTOLO: PREMIO MORANTE A NEW YORK PER MAL'AMMINISTRAZIONE DI NAPOLI
18/12/2008, 11:12

 

NEW YORK - E’ stato accolto con grande entusiasmo negli Stati Uniti il Premio Letterario Elsa Morante che celebra per la prima volta i suoi vincitori a New York.
All‘Istituto Italiano di Cultura, istituzioni e cittadini hanno preso parte al primo incontro previsto dalla due giorni americana.
Renato Miracco, direttore dell’ Italian Cultural Institute si è detto orgoglioso ed onorato di ospitare un evento culturale di tale portata. Il presidente di giuria Dacia Maraini ed il direttore della manifestazione Tjuna Notarbartolo hanno introdotto la figura della grande narratrice cui è intitolato il Premio   raccontandone vita e scrittura. La Morante aveva una grande attrazione per l’estero che per uno strano caso è diventata anche la vocazione del Premio. Elsa sognatrice ma che poneva anche tanta attenzione alla realtà, proprio quello che cercano di fare gli intellettuali che oggi portano avanti la manifestazione. Da qui infatti la prima tavola rotonda, “Camorra, giornalismo e società civile”, che ha impressionato il pubblico americano presente in sala e dalla quale è venuto fuori un ribaltamento dei termini della questione difficile da dire e da far capire: la camorra anche come sintomo purulento di quello che è il grande male della regione da cui nasce, e cioè la sua “cattiva” amministrazione. ”Prima si pensava che fosse la malavita ad accumulare fondi e a pagarsi i politici, oggi le grandi quantità di denaro arrivano dallo stato alle amministrazioni periferiche le quali scelgono come ripartirlo. I risultati in campania sono sotto gli occhi di tutti.”
Il tema è stato affrontato insieme alla maraini e alla notarbartolo dal giurato Francesco Cevasco, caporedattore della Corriere della Sera, dal direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli Mauro Giancaspro, e dai due vincitori del Premio per l’Impegno Civile 2008, la giornalista Rosaria Capacchione, ed il magistrato Aldo De Chiara, coordinatore tra l’altro della sezione Ambiente e Territorio della Procura di Napoli.
All’Istituto Italiano di Cultura di New York si è parlato anche di coinvolgimento della società civile e del rapporto tra camorra e giornalismo, che ha “il fondamentale compito di informare e procurare una reazione di sdegno lettore” ha detto Cevasco . “Lavoro che allo stesso tempo non avrebbe valore senza l’apporto di magistrati consapevoli e coraggiosi che aprono inchieste.” Esempio calzante il magistrato De Chiara che ha parlato dell’attuale situazione campana. “La camorra è soggetto che si fa economico, e che decide di mandare i propri uomini nelle istituzioni: dal parlamento ai consigli regionali a quelli provinciali. Basti pensare che in Campania c’è il più alto numero di Consigli comunali sciolti per infiltrazioni camorristiche nella gestione. La magistratura ha svolto e continua a fare inchieste che portano alla luce connivenze, partecipazioni criminose tra camorra ed istituzioni pubbliche. In Campania pezzi di gestione della Cosa Pubblica non hanno funzionato per questo ed altri motivi. Rispetto al passato la magistratura fa di più” ha concluso il magistrato ch si dice ottimista. Meno fiduciosa Rosaria Capacchione: “penso che finora non sia stato fatto nulla, troppo spesso lo stato abbandona i testimoni di giustizia. Il sistema funziona al contrario“.   “La cultura ha i compito e dovere di .smuovere le coscienze” ha dichiarato Dacia Maraini.L’ importante è generare una coscienza, importanti sono i libri e promuovere la lettura”ha detto Mauro Giancaspro. In maniera forte ha concluso la Notarbartolo dicendo che “il male di Napoli è un’erma bifronte, malavita e mal’amministrazione, sodoma e gomorra”.
Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©