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Torna “C’è bisogno di street art”

Il fuorievento di Alterazioni che colora i muri di Arcidosso

Torna “C’è bisogno di street art”
04/07/2013, 11:33

Alterazioni 2013 dichiara guerra al grigiore dei muri di cemento a colpi di street art: dal 10 al 19 luglio parte “C’è bisogno di street art”, il fuorievento del festival amiatino delle arti visive e della musica dedicato esclusivamente a chi ha fatto dei graffiti una forma espressiva preziosa. Con la collaborazione della 999Contemporary gallery di Roma, partner dell'evento, sono stati selezionati i primi tre artisti: Domenico Romeo, Borondo e Sbagliato. Spetterà loro reinterpretare lo spazio pubblico, seguendo il tema di questa quarta edizione attraverso un mix di poster, pittura e calligrafia. Nuovi colori per la periferia di Arcidosso e un ulteriore spunto di riflessione per il pubblico. La zona scelta è quella dello stadio che ospita già i murales realizzati nelle precedenti edizioni da JB Rock, Lucamaleonte e Cristian Sonda. Nei 10 giorni di “C’è bisogno di street art” il pubblico potrà osservare gli artisti all’opera cambiare profondamente gli spazi urbani del paese amiatino, in un work in progress di sicuro impatto emotivo. Ai lavori di Domenico Romeo, Borondo e Sbagliato faranno poi compagnia quelli realizzati da altri giovani artisti emergenti nazionali che si cimenteranno col talento di chi è già affermato.

 

La street art nasce come libera espressione di gruppi sociali più emarginati: dai quartieri degradati delle città, però, ha saputo conquistare il mondo. Molti writers sono riusciti a declinare il proprio talento migliorando l’aspetto esteriore di spazi urbani dimenticati e lasciati all’incuria. La loro azione non solo rende preziosi muri anonimi ma permette a molti giovani di esprimersi artisticamente praticando la legalità.

 

Domenico Romeo è un artista di 24 anni molto abile con il pennello e il pennino. Il termine che definisce il suo lavoro è “callifigurativo”.

 

Borondo a 23 anni è il più grande talento classico-pittorico della street art internazionale. Il suo lavoro è scuro, disperato, senza scampo.

 

Sbagliato è la perfetta ibridazione tra il panorama visivo e il panorama reale. Il suo lavoro affonda le radici nella concettualità pura.

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di Redazione
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