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Torna, così, a Napoli dopo 6 anni, l’artista ligure, Alex Pinna


Torna, così,  a Napoli dopo 6 anni, l’artista ligure,  Alex Pinna
08/05/2012, 17:05

Torna, così, a Napoli dopo 6 anni, l’artista ligure, Alex Pinna e la sua variegata umanità di personaggi giocosi, silenti e meditabondi.

“ Con la metafora del gioco - spiega la curatrice Cynthia Penna- l’artista ci pone di fronte ai grandi interrogativi irrisolti; coglie, descrive e tramuta la condizione esistenziale in gioco, anzi adopera la metafora del gioco per dichiarare la tragicità di una condizione.

I suoi Eroi asessuati si muovono sulla scena del mondo e della vita, con la pesantezza della leggerezza; combattono una guerra con l’ironia del fumetto e la tragicità della scarnificazione della figura che tira dritta all’essenza interiore. Sembra di essere davanti ad un Eroe della mitologia greca, un nuovo Ercole dalle innumerevoli fatiche. In realtà i fumetti sono la nostra nuova mitologia: Pinna ricrea la metafora mitologica con una parola attuale, i suoi omini non sono altro che gli eroi di un tempo e paradossalmente parlano la medesima lingua, soffrono le medesime pene e godono delle medesime gioie”.

Un “disegnatore” di fumetti che oscilla tra ironia e dramma; paradossi e opposti si unificano nell’arte del racconto e dell’affabulazione .

Nascono così “ Teatri ” , le nuove opere di Pinna, che in occasione della mostra organizzata da Art1307 vengono presentate al pubblico italiano. Opere che accentuano la metafora attraverso l’uso di un mezzo inedito: una Moleskine aperta a libro che contiene i personaggi e un intero mondo.

In queste ultime opere il mezzo usato è un oggetto adoperato per decenni come “registratore” di esperienze di viaggio: la Moleskine, appunto; un diario dove appuntare sensazioni, eventi, incontri, relazioni, notizie, una sorta di “giornale” personale e universale al tempo stesso, un diario in cui l’umanità si riconosce per intero e che, una volta aperto, racconta storie: TEATRI.

La Moleskine perciò diventa al contempo teatro e libro. Nella forma di un libro si schiude un teatro, un pezzo di vita, un istante o un’eternità del vivere. Una sorta di scenografia teatrale del vivere collettivo e individuale.

E così l’arte di Pinna si dipana e si completa in un unico grande racconto fatta da figure silenti- prosegue la curatrice. I silenzi dei suoi personaggi, comunicano molto di più di tanto “chiacchiericcio” urlato. Il fumetto, il mito, la conversazione, il teatro, il disegno: tutto è racconto e tutto serve per raccontare, per parlare di noi, per porci domande, per porci interrogativi che rimarranno invariabilmente senza risposta, ma che ci serviranno sempre, sostanzialmente, per continuare a vivere”.

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di Redazione
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